Carmine, negozi chiusi per due sospetti casi Covid

Il quartiere si blinda per evitare la diffusione del contagio. Dopo la filiale di un istituto bancario, abbassa le saracinesche anche un bar

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Tre i casi di Covid in zona Carmine: per il momento 1 confermato e 2 in attesa del risultato del tampone. Positiva al tampone la donna di Scafati, impiegata nella filiale del Banco Di Napoli di via Prudente che avrebbe ingenerato la psicosi: il tentativo di ricostruire i suoi spostamenti da parte delle autorità ha portato alla chiusura per motivi cautelativi del bar “Chiacchiere e caffé” di via san Giovanni Bosco, ritrovo abituale di tifosi della Salernitana, nel quale la donna ha affermato di essere cliente abituale, in quanto prospiciente alla banca. Il titolare R. L. e il dipendente dell’esercizio M. sono stati sottoposti a tampone, i cui risultati saranno disponibili a breve. Il titolare del bar pare sia in stato febbrile dalla giornata di Domenica scorsa e per questa ragione era rimasto a casa, il che escluderebbe un contagio causato dalla donna di Scafati e farebbe pensare in realtà ad un contagio inverso. La caffetteria rimasta aperta fino a venerdì scorso era rimasta aperta, seguita dal dipendente M. Se il responso delle analisi del tampone risulterà negativo, l’attività riaprirà il prossimo 16 Luglio. Anche un supermercato, che la donna avrebbe dichiarato di aver frequentato, si è trovato nel mirino del tam tam di notizie che si susseguono a catena, amplificate: sui social si parla di un non meglio specificato supermercato chiuso, e svariate altre attività sottoposte alla stessa misura ma in realtà nessun supermercato della zona è mai stato chiuso. Le prime notizie avrebbero riguardato il supermercato Eté di via Prudente Francesco, attività che invece è sempre rimasta operativa, dove anche i dipendenti mostrano di non avere notizie certe dell’accaduto, il che lo escluderebbe dalla lista dei possibili luoghi di frequentazione dichiarati dalla bancaria. I commercianti della zona sono vittima della psicosi e dell’amplificazione delle notizie, sono stanchi e temono una ripercussione negativa sulle proprie attività. Massimo Marmo, titolare della barberia contigua alla banca lancia su internet le parole di disappunto: «Nelle ultime ore stanno girando voci di una cattiveria gratuita, si parla di chiusura di attività commerciali nella zona Carmine, tra cui pure un barbiere, voglio rassicurare la spettabile clientela che l’esercizio in questione non è il nostro e nemmeno dei colleghi della zona. Qualche anno fa bisognava tagliare le lingue, adesso le dita in modo da non poter usare la tastiera». Intervistato chiarisce la sua posizione: «Il problema è molto serio, non si riesce a capire il danno che le dicerie insensate possono causare ad attività che hanno già sofferto molto in questo periodo, per parte nostra siamo certi di non aver avuto contatti con la signora e questo è deducibile dalla tipologia del nostro negozio che è per uomini, inoltre le misure che adottiamo sono massime, voglio ribadirlo per rassicurare la clientela e per non trasformare una tragedia reale in una tragedia maggiore basata su fatti infondati».