Cascone, ombre sulla campagna elettorale

Gare Soresa, in un lungo post il consigliere si sfoga sui veleni contro di lui

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Uno sfogo, o una difesa preventiva? Di sicuro è la comparsa di ombre, sulla campagna elettorale di Luca Cascone, presidente della commissione trasporti del consiglio regionale. Fedelissimo del governatore De Luca, un comitato elettorale aperto da inizio anno, al centro di Salerno, Cascone scrive un lungo post sulla sua pagina Facebook.
«Rilasciando un’intervista qualche giorno fa – premette il consigliere-, ho capito che alcune notizie fanno più rumore di altre, anche quando si è assolutamente inconsapevoli – o forse disinteressati- della realtà dei fatti, ma solo a realizzare un servizio ad effetto (…). Durante il periodo più intenso dell’emergenza sanitaria ho trascorso diverse giornate presso l’Unità di Crisi: mi sembrava importante non sparire in un momento tanto delicato, non curandomi del ruolo che ho, non interessandomi se ero inserito ufficialmente nell’Unità, ma semplicemente rendendomi disponibile per qualunque esigenza». Dunque, c’è un punto fermo, rivelato dallo stesso Cascone: non fa parte della task force anti Covid della Regione, eppure spesso (o sempre) è lì. Una sorta di “volontariato”, a sentire lui.
«Mi sono trovato fianco a fianco con tante persone che – spiega – mettevano l’anima per cercare di risolvere problemi incredibili (…); ho spiegato alle associazioni o ai volontari dove approvvigionarsi di materiale ed ho spiegato ai tanti fornitori che si proponevano, contattando in vario modo l’Unità di Crisi, o quale fosse la procedura che la Direzione Sanità e la Soresa avevano definito per raccogliere le offerte e poi valutarle tecnicamente, cercando di dare le maggiori informazioni possibili ed utili». Il presidente della commissione trasporti, nel suo racconto, ammette: si interessava – a fin di bene – degli appalti “in emergenza” della Soresa, per il reperimento dei Dpi. «Voglio fare OUTING – aggiunge Cascone-: ho interloquito con tutti cercando di risolvere qualche problema, con cittadini ed aziende campane che volevano capire come gestire le proprie attività in pieno lockdown; ma anche con fornitori potenzialmente in grado di approvvigionare dispositivi ed attrezzature per ospedali e -soprattutto- per gli operatori sanitari che soprattutto nei primi giorni della pandemia erano veramente ogni giorno a rischio di non avere i dispositivi necessari». Da qui una certa, sibillina, inquietudine. «In queste ore vivo con il nervosismo di chi si chiede come è possibile – dice – strumentalizzare ogni cosa per secondi fini, e qualche volta mi chiedo: “chi me lo ha fatto fare?” (…). Probabilmente qualcuno vuole costruire un caso su questa mia attività, su cui addirittura sono stati fatti inspiegabili esposti, per motivi probabilmente politici e legati alle imminenti elezioni». Su eventuali esposti, od inchieste, sarebbe quindi ora di fare chiarezza.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)