Caso Pagano: prosciolto Oricchio, procuratore Corte dei Conti

Non luogo a procedere anche per il giudice di Roccapiemonte, che però è stato già rinviato a giudizio due volte con l'accusa di essere a capo di un sistema per pilotare processi in cambio di denaro e favori

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Non saranno processati per abuso d’ufficio in concorso il giudice Mario Pagano e il procuratore regionale della Corte dei conti, Michele Oricchio. A deciderlo una sentenza di non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste, del gup del tribunale di Napoli, Luca Battinieri. Stamane il giudice ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio firmata dalle pm napoletane Ida Frongillo e Celeste Carrano. Oricchio però non rispondeva di condotte legate alla carica di magistrato contabile. Era invece accusato di presunte interferenze in un processo tributario del 2013, nella qualità di presidente della VI sezione della commissione tributaria provinciale di Salerno, di cui era componente lo stesso Pagano. Secondo la procura, Oricchio aveva omesso di astenersi dall’assegnazione al giudice relatore di una causa tra una ditta di Cava dei Tirreni e l’Agenzia delle entrate di Salerno, in presenza dei casi previsti dalla legge. Dietro la mancata astensione, gli inquirenti vedevano Pagano, nel ruolo di istigatore «legato da rapporti di amicizia e di interesse» ai titolari dell’azienda. Al centro delle indagini, due sms inviati da Pagano a Oricchio: uno subito dopo l’iscrizione della causa nel registro generale della commissione tributaria, l’altro in cui si raccomandava di ricordarsi della società, in sede di assegnazione. Secondo la pubblica accusa, Oricchio replicava in entrambi i casi, sempre tramite sms:  «Ok Mario, mi attivo», la prima volta;  «Ok, Saluti» la seconda volta.  In seguito, la commissione presieduta da Oricchio accoglieva il ricorso della ditta contro l’atto di recupero dell’Agenzia delle entrate, per un importo di 124mila euro. La sentenza, tuttavia, era ribaltata due anni dopo dalla commissione tributaria regionale, su ricorso dell’Agenzia delle entrate. Ma il gup non ha ritenuto il materiale indiziario sufficiente ad instaurare un dibattimento. Per Mario Pagano è la prima vittoria processuale, dall’inizio della maxi inchiesta che ruota intorno a lui. Il magistrato di Roccapiemonte, ex giudice della II sezione civile del Tribunale di Salerno, è accusato di essere a capo di un sistema per pilotare processi in favore di amici, in cambio di denaro e favori. Attualmente è imputato in altri due processi pendenti presso il tribunale di Napoli. L’udienza preliminare di oggi era uno stralcio dell’inchiesta principale.