Sarà inaugurata il 5 luglio, alle ore 18, presso Villa Matarazzo di Santa Maria di Castellabate, e si protrarrà fino al 5 settembre, la mostra “La natura svelata – Armonia e Conflitti nei paesaggi dell’Arte” a cura di don Gianni Citro. Un evento molto atteso, come emerge dalla visione del ricco catalogo curato dalle Edizioni dell’Ippogrifo di Franco Ciociano. Proponiamo proprio dal catalogo la introduzione al singolare evento, firmata dal presidente del Parco del Cilento, Tommaso Pellegrino.

Presentazione

Villa Matarazzo accoglie per la prima volta un percorso espositivo di 28 dipinti antichi, risalenti ad un’epoca compresa tra il Seicento e Settecento, che attraversa la grande tematica del paesaggio nell’arte. Fin dal Medioevo e poi nel Rinascimento il paesaggio è uno sfondo, a tratti molto dettagliato, dei soggetti della pittura. In epoca Barocca il paesaggio tende a scomparire, per assolutizzare le figure e le scene drammatiche, soprattutto in interni. Le figure vengono immerse all’interno di spazi di ampio respiro, illuminati da una luce calda in cui edifici, spesso di pura invenzione, rievocano l’atmosfera del passato. Nella pittura classicista, in opposizione al tenebrismo di matrice caravaggesca, il paesaggio resiste e assume una funzione potentemente scenografica e simbiotica con l’azione che si sta compiendo. Come nel poema del Furioso, la natura partecipa del dolore e della follia dell’uomo. L’illuminismo, che con la cultura del giardino, pretenderà di mettere ordine razionale anche nella natura caotica e selvaggia, esalterà il tema del paesaggio e lo renderà indipendente dal fattore umano. Avremo così scene di solo paesaggio naturale. Le figure che popolano le opere sono ridotte a comparse poste sullo sfondo, invertendo lo status che aveva messo in rilievo l’uomo e le sue azioni rispetto al paesaggio. Il successo dei dipinti di paesaggio è legato anche alla curiosità dei viaggiatori stranieri, che erano soliti visitare l’Italia durante il Grand Tour, compiuto per completare la propria formazione; erano proprio loro a richiedere immagini che riproducessero le tappe dei loro viaggi come una sorta di ricordo da custodire. La mostra coglierà questa evoluzione e questa trasformazione dell’argomento paesaggistico nella pittura, soprattutto meridionale del barocco e rococò, per simboleggiare, in modo forte, che il rapporto uomo-ambiente, natura e evento umano resta di fondamentale importanza nella vicenda sociale e culturale e richiama continuamente la tensione tra armonie e conflitto, nel grande dialogo tra la comunità degli uomini e il paesaggio naturale. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è fortemente onorato di ospitare tale Mostra, che utilizzando il fascino dell’arte ci consente di avvicinarci alla Natura con più responsabilità e passione.

Tommaso Pellegrino

Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni