Champions, il trionfo del calcio oltre le formule

I retour match delle due semifinali della massima competizione continentale per club, con le sorprendenti rimonte del Liverpool sul Barcellona e del Totthenam sull'Ajax riconciliano con il gioco più bello e imprevedibile del mondo

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La sfrenata gioia dei giocatori del Totthenam per la qualificazione, arrivata al 5' di recupero alla finale di Champions di Madrid

La conferma che il calcio è lo sport più bello del mondo viene dalle semifinali della Champions League, dagli scoppiettanti incontri Liverpool-Barcellona e Aiax-Totthenam. E sapete perché? Perché se ne infischia altamente delle formule da lavagna, delle tattiche, dei numeri, dei 4-3-3 dei 3-5-2 e via discorrendo, tracciate da cosiddetti strateghi delle panchine. Le pedine nel calcio non esistono, sono solo frutto di fantasie aliene; le pedine sono solo quelle che si usano nel gioco della dama e degli scacchi. Il calcio vero gronda sudore da tutti i pori, non ha schemi astrusi, ha solo un’anima: quella del calciatore che crede in se stesso, nelle sue potenzialità e non fa calcoli di alcun genere. Il calcio è bello perché non è materia per scienziati ed è alla portata di tutti.
La ricetta di un calcio vero rispetta solo poche verità; quello della ricerca degli spazi per chi attacca e della ristrettezza degli stessi per chi è costretto a difendersi. Poi ha bisogno di garretti sani, di intensità di gioco, di equidistanza fra i reparti e di equilibrio. Ovviamente ci deve essere qualità, perché senza qualità non si va da nessuna parte. Teniamolo sempre bene in mente
Lo spirito guerriero vince perché non è schiavo di calcoli, non si ferma a valutare, a fare di conti. È spirito guerriero e basta. Questo è il calcio che piace, che affascina e attira spettatori. Altro che sistemi di gioco, schemi e formazioni disegnate a tavolino o alla lavagna!
Chi – alla vigilia delle partite di ritorno – avrebbe scommesso un euro sulla qualificazione di Liverpool e Totthenam alla luce dei risultati scaturiti nelle gare di andata? Il Barcellona nella prima gara era sembrata una squadra di marziani e, grazie soprattutto alla grande prestazione di Messi, unanimemente incoronato come re della Champions, aveva strapazzato i rivali mettendo a segno la bellezza di tre gol. Il ritorno non avrebbe dovuto avere storia, stando al risultato dell’andata.
Il calcio resta bello e imprevedibile, forse per questo attrae e resiste al logorio del tempo e delle stagioni. “Voi segnate tre gol, noi facciamo di meglio” – devono essersi detti i “reds” del Liverpool che, al pari della Roma dello scorso anno, con quattro gol hanno ribaltato le previsioni della vigilia e con una prestazione di alto livello hanno castigato i supponenti spagnoli. Lo stesso hanno fatto i gladiatori del Totthenam e hanno castigato amaramente l’Ajax battendoli e mortificandoli sul loro stesso terreno.
È questo il calcio che piace alla gente e che non morirà mai. Un applauso sincero a chi lo interpreta con vigore e passione.