Con Di Lorenzo la classe operaia va in paradiso

0
235

Le prime pagine dei giornali sportivi sono di solito dedicate alle imprese pedatorie di calciatori ultrafamosi, di quelli che costano alle squadre di appartenenza un occhio della fronte ma che sono in grado di compiere imprese memorabili. Bene, così va il mondo giornalistico. Altre storie, più modeste, più umane che riguardano atleti semisconosciuti, abituati a calcare terreni sconnessi, campioni del sudore e della fatica, anche se arrivano a giocare in squadre di serie A, sono destinate – se tutto va bene – alle pagine interne, perché ritenute di secondo piano.
Bella e significativa – in proposito – è la storia di Giovanni Di Lorenzo, un ragazzo che ha sempre dovuto sudare la maglia per emergere e per farsi valere, un vero operaio specializzato nel suo ruolo, approdato lo scorso anno all’Empoli in serie A e riveniente da un paio di più che onesti campionati nelle fila del Matera in serie C.
Gli inizi riservano delle sorprese. Il ragazzo ha talento e si fa valere come attaccante di ruolo. Gioca nella squadra primavera della Lucchese, lui che è nato a Castelnuovo Garfagnana, paesotto di seimila abitanti a pochi chilometri da Lucca.
Poi, come spesso accade nel calcio, per esigenze tattiche, viene portato indietro sulla linea mediana: in quel delicato ruolo di calciatore tuttofare non c’è folla mentre invece in attacco c’é abbondanza e concorrenza. La consacrazione definitiva di Di Lorenzo come difensore di fascia destra avviene però a Matera, dopo la parentesi di Reggio Calabria; proprio qui, nella città dei Sassi da poco scomparsa dal calcio, esprime tutte le sue qualità e viene adocchiato dagli attenti osservatori dell’Empoli, fucina di giovani calciatori, squadra ai vertici del calcio giovanile in tutti i settori che lo caratterizzano.
Oggi Di Lorenzo, a venticinque anni appena compiuti, dopo anni sofferti sui difficili campi della serie C, appare come un giocatore completo, energico e deciso quando deve dedicarsi alla fase difensiva, generoso e prolifico quando avanza sulla fascia di competenza. Non è un caso che sia proprio lui a castigare il Napoli con un azzeccato colpo di testa qualche settimana fa.
Nel suo ruolo oggi Di Lorenzo ha pochi competitori: è un difensore moderno che ben si adatta agli schemi disegnati dal suo allenatore, quell’Andreazzoli che lo stima come uno dei più bravi nel panorama calcistico nazionale.
Tanto bravo, e modesto al tempo stesso, appare Di Lorenzo che anche Roberto Mancini, selezionatore della Nazionale maggiore, si interessa a lui per aprirgli le porte della speranza e della convocazione in azzurro.
Di Lorenzo è destinato a giocarsi un posto con Criscito del Genoa, con Rugani della Juventus e con Zappacosta del Chelsea sulla linea dei terzini di attacco.
Un degno finale per la bella favola di un campione del sudore.