Concorsone Campania caos, diffusi dati sensibili

Tirocini retribuiti, molti partecipanti denunciano un clamoroso scivolone del Formez: compilando il form, chiunque - perfino se tra i non aventi diritto - ieri poteva leggere quanto si inseriva. Compreso l'Iban. Il problema è durato oltre un'ora

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Concorsone della Regione Campania, è caos dati sensibili. Diversi candidati, tra quanti hanno passato le selezioni, denunciano un clamoroso scivolone del Formez. Si tratta degli ammessi al tirocinio retribuito, partito a fine luglio. La procedura prevede l’utilizzo di Google Moduli, piattaforma scelta dal Formez per trasmettere i dati personali. Ma ieri, al momento di partire, la brutta scoperta: compilando il form sarebbero stati visibili i dati altrui. Proprio tutti: anche l’Iban, comunicato per l’accredito delle indennità. E secondo i testimoni, l’accesso non sarebbe rimasto limitato agli aventi diritto. Ma chiunque avrebbe potuto leggere i dati, registrandosi alla piattaforma. La rivelazione ha scatenato il panico sui gruppi social e i forum frequentati dai concorsisti. Anche perché l’incidente – sulle cui cause non risultano spiegazioni ufficiali – sarebbe durato almeno un’ora, o forse più. All’incirca, tra le 19 e le 20.30, prima che qualcuno si accorgesse del problema. “Vi informo che quelli del Formez – scrive un candidato su un gruppo Facebook – hanno combinato un pasticcio, tutti i dati inseriti nel loro form realizzato con Google Moduli sono in chiaro. Una volta inseriti chiunque può vederli, anche chi non ha partecipato al concorso e quindi siamo potenzialmente esposti al furto dei dati”. Sui forum la tensione è salita rapidamente. “Ma i dati inseriti tramite modulo di google – domanda un altro candidato – poi saranno visibili a tutti… non si poteva fare diversamente?”. Un altro comunica già rassegnato: “Provate a cliccare su “visualizza le risposte precedenti” dopo aver finito la compilazione. Escono nomi, cognomi, numero di telefono, codici fiscali, IBAN ecc… di tutti, comprese statistiche sulle risposte. chist so pazzi”. E c’è anche chi la butta sull’ironia: “Sarà un piacere lavorare in ente commissariato per gravi violazioni di dati sensibili, in bocca al lupo ragazzi!”. Altri, invece, bacchettano: “Ma inviare una semplice Pec con L’Iban no? Andava compilato un discutibile modulo on line, firmato digitalmente e solo infine inviato via Pec”. Ma ormai è fatta: sperando non sia troppo tardi.