Il consiglio regionale si ferma fino al 28 maggio, all’indomani delle elezioni europee ed amministrative. Quindi, siamo ad un mese e mezzo di stop, considerando che l’ultima seduta risale al 16 aprile. E dopo una burrascosa riunione dei capigruppo, il M5S denuncia che la decisione sarebbe originata dalla campagna elettorale. Nel mirino finisce la presidente dell’assemblea Rosetta D’Amelio, la cui proposta è approvata da centrosinistra e centrodestra. D’Amelio però smentisce la ricostruzione dei pentastellati: «Lo stop è necessario per approfondire la legge taglia vitalizi». Non che la Regione sia colta da improvvise pulsioni anti casta. La riduzione degli assegni è obbligatoria, per una legge nazionale da poco in vigore, pena una scure sui trasferimenti statali. Ma i 5 stelle raccontano un’altra versione. «Fino al 28 maggio il Consiglio regionale della Campania resterà ufficialmente chiuso per campagna elettorale – afferma la capogruppo grillina Maria Muscarà-. Lo abbiamo appreso direttamente dalla voce di una raggiante presidente Rosetta D’Amelio. Un ordine di scuderia che ha trovato d’accordo tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio, con la sola eccezione della nostra. Un’offesa ai cittadini della Campania, ignari che la sede di chi dovrebbe rappresentarli sia stata trasformata da chi la presiede in un unico grande comitato elettorale». Muscarà accusa D’Amelio di non aver «voluto sentire ragioni nel sottolineare che, nonostante ci siano da discutere decine tra provvedimenti e misure fondamentali per la nostra terra, non sarà convocata alcuna seduta». Alle proteste dei 5 stelle, la presidente avrebbe risposto con «un laconico “qui comando io”, per poi andare via sbattendo la porta». Quale che sia la ragione del blocco, di certo i consiglieri regionali continueranno «a percepire un regolare e lauto stipendio – dice la capogruppo del M5S – con i soldi dei contribuenti campani, con l’unico impegno di adoperarsi in campagna elettorale per i loro rispettivi partiti». Non si fermerà, tuttavia, il lavoro delle commissioni regionali. Ma il consiglio mantiene il suo passo da bradipo. «Dall’inizio del 2019 su 8 sedute convocate – aggiunge Muscarà-, ne sono state svolte appena due, mentre le altre sono state tutte sospese per assenza dei consiglieri, in particolar modo di quelli delle fila della maggioranza. Siamo curiosi di vedere con quali facce queste persone si ripresenteranno tra un anno ai loro elettori». D’Amelio reagisce in una nota. «Leggo un farneticante e scorretto comunicato stampa – dichiara – della consigliera Muscarà, irrispettoso delle istituzioni e della Conferenza dei capigruppo, volto a stravolgere l’impegno costante che il Consiglio regionale, le Commissioni, gli organismi del Consiglio e l’Ufficio di Presidenza svolgono quotidianamente e senza interruzioni, come dimostra la seduta di question time da me presieduta nel ponte del 1 maggio». La presidente comunica che «la Conferenza dei capigruppo ha stabilito la discussione nelle commissioni competenti dell’importante legge per il taglio dei vitalizi, in sintonia con quanto accade nel resto del Paese». Ma non saranno troppi 15 giorni senza convocazioni? Per D’Amelio nient’affatto: il provvedimento «necessita di un attento lavoro legislativo e, pertanto, si è deciso di convocare un Consiglio regionale tra due settimane per consentire i dovuti approfondimenti».  Non sia mai dovessero sbagliare a scrivere la legge: qualcuno potrebbe conservare un vitalizio extra large.