“Costa d’Amalfi”, ricorso al Tar contro l’ampliamento

Una ventina di cittadini, proprietari di case e terreni da espropriare e titolari di aziende agricole, paventano rischi ambientali e per la salute in relazione ai lavori di allungamento della pista

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Ampliamento pista dell’aeroporto Costa d’Amalfi, un ricorso si mette di traverso. Le carte bollate possono complicare i piani della Regione, imperniati sulla fusione per incorporazione tra lo scalo di Salerno e la Gesac, gestore dell’aeroporto di Capodichino. Ad appellarsi al Tar Salerno sono una ventina di cittadini, proprietari di case e terreni da espropriare, titolari di aziende agricole. Paventano rischi ambientali e per la salute. L’ultimo ricorso – redatto dagli avvocati Mauro Giovannelli, Guido Giovannelli e Luca Giagnoni – arriva dopo il decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con il quale si approvano la compatibilità urbanistica ed il Master plan di Breve e Medio Termine. «I ricorrenti – spiega una nota – rimarcano le gravi illegittimità e ripercussioni ambientali poste a fondamento dell’impugnazione del Decreto Via n. 36/2018 destinate a riflettersi sull’approvazione del Master Plan che pertanto non può in alcun modo, allo stato, ritenersi “definitiva”». In precedenza, infatti, era stata impugnato l’ok alla valutazione di impatto ambientale. I legali lamentano violazioni al codice dell’ambiente, rilevando la carenza dei prescritti dettagli progettuali, ma non solo. Al centro dell’iniziativa, anche presunte omissioni nella procedura ministeriale. A denunciare i pericoli per la salute, la relazione del chirurgo oncologo Vincenzo Petrosino, allegata al ricorso. «Le ricadute di inquinanti, come si ricava dal progetto – sostiene il ricercatore-, interesserebbero 10-20 km. Questo significa che i terreni e i prodotti coltivati verrebbero irrimediabilmente compromessi da inquinanti persistenti. Oltretutto un aeroporto per la sua rumorosità, ed è scienza non fantascienza, conduce a danni certi specialmente per i bambini piccoli». Nei documenti, si sottolinea che «gli inquinanti diretti e indotti da un aeroporto sono persistenti e si bioaccumulano nella popolazione insieme ad altri che riceviamo da altre fonti». Petrosino afferma che «con il mio gruppo di ricerca, così come è successo ad altri ricercatori, abbiamo ritrovato molti di questi inquinanti delle matrici biologiche degli ammalati di cancro. È solo di pochi mesi fa la notizia del rilievo da parte di gruppi di ricerca europei di metalli pesanti nei tumori mammari della donna, provenienti principalmente da processi di combustione». La conclusione dell’iter richiede altri due decreti interministeriali: la concessione totale ed il provvedimento di costituzione della “rete aeroportuale campana”. L’ampliamento dell’aeroporto prevede l’esproprio di numerose particelle, per un totale di 54 ettari. «Sono 60 campi di calcio – evidenzia il ricorso- e si parla di “allungamento pista”…».