Covid, pallone e insulti: rissa De Luca-centrodestra

Il governatore a Salvini: «Somaro». La replica: «Squallido poveretto»

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Lo show deluchiano del venerdì, fra lazzi e invettive, scatena la zuffa tra il governatore e il centrodestra. Sullo sfondo la finale di Coppa Italia, Napoli-Juventus. E soprattutto le successive feste dei tifosi azzurri, con le polemiche sugli assembramenti a Napoli. Agli attacchi di Salvini, De Luca risponde senza nominarlo. Ma bollandolo, tuttavia, come un «somaro politico che ha ripreso a ragliare». Al curaro anche l’epiteto riservato a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia («La vispa Teresa»). «Mi riferisco – dice nella diretta social- ad alcuni commenti fatti dopo la festa dei tifosi del Napoli che hanno portato alla luce una propensione sotterranea allo sciacallaggio, perfino al razzismo nei confronti di Napoli, la Campania e del sud che sembra difficile da estirpare. Credo che quel cafone politico abbia dimostrato di essere tre volte somaro: primo perché se uno organizza il 2 giugno, a Roma, con la vispa Teresa, una manifestazione in violazione di tutte le norme anti assembramenti, e non è un giovane tifoso ma segretario di un partito, non può permettersi di aprire bocca. Secondo motivo di “ciucciaria”: si fa un assembramento notturno e l’equino domanda al governatore: che dici? È giusto il caso di ricordare a questo somaro che l’obbligo di garantire il rispetto delle norme nazionali riguarda il ministero dell’Interno ed il prefetto, il presidente della Regione non c’entra niente». Per De Luca «siamo di fronte ad atti di volgare sciacallaggio perché se avessimo adottato lo stesso criterio avremmo dovuto dire parole di fuoco nei confronti di altre realtà del nord, di altri sistemi sanitari nei quali si sono registrati morti a migliaia. Ma a differenza del Neanderthal siamo persone civili a ribadiamo la nostra solidarietà». Al leader leghista, il governatore lancia pure l’insulto di «faccia da fondoschiena (peraltro usurato)». Salvini replica da Radio Radio: «De Luca è un poveretto squallido che va aiutato. Invece di insultare me o di mancare di rispetto perfino ai morti per virus, riapra i troppi ospedali che ha chiuso in questi anni, i cittadini lo pagano per questo». Nello scontro si getta Stefano Caldoro, capo dell’opposizione in consiglio regionale: sui social pubblica un vecchio video di De Luca da sindaco, ad un raduno precampionato della Salernitana, dove i tifosi cantano il coro “Noi non siamo napoletani”. «Vincenzo De Luca (noto tifoso della Juve) non offenda Salvini, Meloni ed il centrodestra – scrive Caldoro-, e se proprio non riesce a parlare di programmi e cose serie, del futuro dei campani, chieda, piuttosto, lui scusa per avere insultato i napoletani in piazza. Forza Napoli!». Alla tenzone politico-calcistica si iscrive anche il senatore Antonio Iannone, commissario regionale di FdI. «De Luca fa il ruffiano con i tifosi del Napoli solo a scopo elettorale – afferma – quando è a Salerno è notoriamente juventino; quando era sindaco di Salerno era notoriamente antinapoletano. Invece di trattare solo amenità nei suoi sproloqui patinati e senza contraddittorio, si impegni per le vere esigenze dei nostri cittadini che non hanno l’anello al naso». E un altro parlamentare di Fratelli d’Italia, il deputato Edmondo Cirielli, rincara: «Il linguaggio politicamente scurrile e vigliacco con cui De Luca apostrofa la leader della destra italiana, Giorgia Meloni, sorprende solo chi non lo conosce. Il suo sessismo e la sua cialtroneria politica sono ampiamente noti a tutti, ma scarsamente pubblicizzati dai media locali e nazionali, spesso renitenti».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)