Crisi dei B&B, prezzi ridotti fino al 40%

Fase 2, i gestori provano ad attirare in questo modo potenziali turisti nel Capoluogo

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I Bed and breakfast della città di Salerno rispondono alla crisi collegata al coronavirus abbassando i prezzi, con riduzioni che arrivano anche al 40%. Alcuni esempi ricavabili dai relativi siti internet mostrano sconti, per singole notti e due adulti, da 80 a 45 euro, da 85 a 52 euro, da 63 a 52 euro.
Il contraccolpo è stato notevole e la ripresa, se e per quanti ci sarà, non sarà facile. Anche perché non si sa se e quanto le persone, all’interno dell’Italia così come dall’estero quando sarà possibile, saranno disposte a riprendere a viaggiare con la stessa intensità degli ultimi due decenni. La domanda da porsi, allora, è: questa strategia dei prezzi ridotti sarà sufficiente per salvaguardare queste attività economiche o esse dovranno trovare proposte alternative? La seconda domanda, collegata alla prima, è: la città di Salerno potrà continuare ad avere tanti B&B come negli ultimi 6, 7 anni o una parte sarà costretta a chiudere e a riproporsi sul mercato, ad esempio come immobile da affittare?
Nel frattempo che i gestori valuteranno le loro scelte di contrasto alla crisi – e dovranno farlo nelle prossime settimane e mesi – è necessario fare una valutazione sulla situazione che la diffusione dei B&B ha avuto in città. Se, da una parte, alcune persone hanno messo in piedi un’attività commerciale di sussistenza ed altre un’attività lucrosa, soprattutto per quante hanno più di un appartamento da usare come insieme di stanze per soggiorni e vacanze in città, dall’altra parte questo ha ulteriormente ridotto la quota di immobili presenti sul mercato, contribuendo a mantenere alti i livelli degli affitti nella città. E lasciando andare via ancora di più quella parte di società che non può permettersi fitti alti, ma che non può rientrare nelle graduatorie per le case pubbliche. Una domanda a cui cercare risposte, allora, è: la crisi di una parte dei B&B potrebbe restituire case al mercato immobiliare e fare anche abbassare i prezzi? Forse, potrebbe aumentare il numero di case disponibili; difficilmente, almeno a breve, questo potrebbe incidere sui prezzi proposti a potenziali affittuari. I proprietari tenderanno a mantenere alti i canoni il più possibile. E, prima ancora, cercheranno di tenere aperti i B&B.
La speranza è che la bufera del coronavirus passi presto e tutto ritorni come prima, con i turisti per Luci d’artista e quelli che fanno base a Salerno per andare durante il giorno nelle due costiere e a Pompei. Come scrive il sito di una di queste strutture ricettive: prima o poi ci sarà il “ritorno alla normalità”. E, nel frattempo, molti bed and breakfast si sono organizzati per rispondere alle esigenze di distanziamento fisico. La spinta, dunque, da parte dei gestori è rivolta alla ripartenza. L’obiettivo è che tutto riprenda come prima nel più breve tempo possibile, ritornando, appunto, alla normalità. Nessuna critica viene posta al modello economico della città, ormai subordinato all’economia del turismo. L’idea è che prima o poi tutto riprenderà e, quindi, è inutile cercare alternative a questo tipo di economia. E se un’alternativa sarà necessaria, essa sarà del singolo operatore, ad esempio con una politica di sconti.
Si va avanti, allora, a vista, sperando in quella che, ormai, è una parola magica: “ripartenza”. Il rischio è che questa ripartenza non ci sarà o non ci sarà nelle forme e modalità sperate da chi lavora con i B&B e le case vacanze. Bisognerebbe, dunque, pensare a dei piani alternativi e non solo da parte dei singoli operatori o imprenditori, ma a livello istituzionale, per cercare di capire non solo come innovare la proposta ricettiva e turistica, ma anche come diversificare l’economia urbana salernitana, troppo schiacciata, ormai, sulla monocoltura del turismo. Si coglierà questa possibilità? Le istituzioni pubbliche, compresa la Camera di commercio, e le associazioni di rappresentanza vorranno ripensare l’economia locale o sono davvero convinte che tutto andrà bene e tutto riprenderà come prima? Infine, c’è da chiedersi: ma prima del coronavirus andava proprio così bene per l’economia locale, il suo turismo, i suoi B&B?

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)