Da Salerno al Libano, la solidarietà passa per lo sport

Il Collettivo Handala e Zona Orientale Rugby Popolare Salerno hanno deciso di farsi carico di un progetto per garantire un anno di attività sportive ai giovani del campo profughi palestinese di Nahr el Bared in Libano. Domani la presentazione del progetto

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Tutti hanno il diritto di fare sport. Con questa convinzione il Collettivo Handala e Zona Orientale Rugby Popolare Salerno hanno deciso, in collaborazione con l’associazione Beit Aftal Assomud, di farsi carico di un progetto per garantire un anno di attività sportive ai giovani del campo profughi palestinese di Nahr el Bared in Libano.
La presentazione del progetto, denominato “Sport against occupation” – si terrà domani sera alle 19 presso il Mumble Rumble di via Loria. A seguire ci sarà una cena sociale, il cui ricavato verrà interamente devoluto a sostegno del progetto. In sostegno, per supporto all’iniziativa, il gruppo ha lanciato on line una campagna di crowdfunding.
«Attraverso lo sport cerchiamo di rendere concreta la nostra solidarietà verso i troppi palestinesi costretti a vivere da profughi – spiegano i promotori dell’iniziativa – Attualmente i profughi palestinesi sarebbero oltre 5 milioni, secondo le stime dell’UNRWA (Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi) anche se il loro numero reale dovrebbe essere intorno ai 7 milioni. Per decenni Israele ha negato loro il diritto al ritorno, violando la Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite n.194, supportando una sregolata immigrazione ebraica. I rifugiati palestinesi sono i soggetti più colpiti dal conflitto con Israele: soffrono della mancanza dei diritti umani fondamentali, di protezione e assistenza internazionale. Attraverso lo sport vogliamo denunciare le condizioni in cui sono costretti a vivere i profughi palestinesi nei campi e ribadire l’inalienabile diritto al ritorno di ogni palestinese: il diritto di poter tornare nella propria terra, di potersi muovere liberamente, di poter fare sport. Lo sport – concludono i promotori dell’iniziativa – non ha confini e pensiamo possa sfidare anche la peggiore delle occupazioni militari e regalare un sorriso a chi vede negarsi qualsiasi prospettiva di futuro, sperando che un giorno possano tornare a fare sport in Palestina».
Ai nastri di partenza a Salerno c’è anche un’altra iniziativa che prevede il coinvolgimento in attività sportive di alcuni minori immigrati non accompagnati che risiedono sul territorio.