Danni da chirurgia estetica, a Napoli il primo ambulatorio pubblico

Il numero crescente di prestazioni richieste in ambito estetico porta anche all’aumento delle possibili complicanze: ecco l'idea di un ambulatorio convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale. Il professore Antonio Ianniello: «È necessario affidarsi soltanto a chi è in possesso della specializzazione: l’elenco è disponibile sul sito della Sime, Società Italiana di Medicina Estetica»

0
313
Antonio Ianniello

Apre a Napoli il primo ambulatorio pubblico per danni da filler convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale. La struttura è gestita dal professor Raffaele Rauso, ex presidente della Fime, una società di medicina estetica accreditata al Ministero della Salute. L’iniziativa è stata promossa dall’Azienda Ospedaliera Universitaria – Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli ed è parte dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale diretta dal professor Gianpaolo Tartaro.
Il numero sempre crescente di prestazioni richieste in ambito estetico, specialmente di pratiche mini invasive, ha portato con sé anche l’aumento delle possibili complicanze, specialmente quando ci si rivolge a medici non specializzati. Quelle meno gravi si manifestano con gonfiori, bruciori, dolore e prurito, le più gravi possono portare a noduli, granulomi e necrosi. Ne abbiamo parlato con il dottor Antonio Ianniello, medico chirurgo estetico operante a Salerno e a Milano, dove è anche tutor-valutatore Esame di Stato dell’Università Vita-Salute San Raffaele.
Dottore, è possibile proteggersi da prestazioni di medici non qualificati? Quali le qualifiche da verificare?
È necessario affidarsi soltanto a chi è in possesso della specializzazione: l’elenco è disponibile sul sito della Sime, Società Italiana di Medicina Estetica.
Oltre alle sostanze vietate per legge come il silicone liquido e altre sostanze non a carattere medico, ci sono altri parametri per scegliere la giusta sostanza da iniettare?
Sui filler in linea di massima bisogna puntare a sostanze riassorbibili e biocompatibili come l’acido ialuronico ed evitare semipermanenti e permanenti che vanno utilizzati solo in casi molto particolari e dopo attenta valutazione.
È possibile che vengano usate sostanze non conformi alla normativa?
Tutto è possibile a questo mondo. Ma nel consenso informato sottoscriviamo il dovere del medico di specificare la sostanza utilizzata, che ha una tracciabilità e un codice identificativo specifico.
Quando e perché ci si sottopone a un intervento sull’estetica del viso?
In fase di anamnesi, il colloquio preliminare verte sulle aspettative del paziente, sulla valutazione del reale valore risolutivo dell’intervento che escluda un disagio psicologico nascosto. Il miglior medico è quello anche capace di dire no, rientra tra le sue referenze.

“In un mondo in cui la salute si è rinforzata e ha raggiunto obiettivi un tempo nemmeno immaginabili si è diffuso quello che potremmo definire giovanilismo. Si è lottato per diventare vecchi per poi trovarsi nelle condizioni di combattere l’età e simulare quella ormai trascorsa. Il corpo è stato sacralizzato, il connubio tra salute e bellezza è forte: se si è in salute si è anche belli e si è ammessi in quel circolo esclusivo detentore del potere”. Le parole dello psichiatra Vittorino Andreoli descrivono perfettamente la genesi del bisogno di ricorrere alla medicina estetica e sottolineano maggiormente la necessità di una gestione tempestiva e attenta delle possibili complicanze.
La possibilità di avere un consulto gratuito semplicemente rivolgendosi al CUP (tel. 800177780) ha visto l’ambulatorio di Napoli, attivo dallo scorso mese di ottobre, ricevere persone da tutto il Sud Italia. Proprio l’accoglienza rientra infatti tra le mission del progetto: “Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento per il Paese” – sottolinea il professore Rauso.