De Luca chiude i cantieri

E il Tar accoglie un ricorso contro l’ordinanza antipasseggiate

0
139

Ordinanze anti coronavirus, stavolta De Luca perde un round in tribunale. Non è una bocciatura del provvedimento emesso il 13 marzo. Ma una prima breccia su una delle misure più discusse: la quarantena obbligatoria, se scoperti fuori casa, senza valida giustificazione. Un motivo valido, invece, ha dimostrato di avercelo un ricorrente. Si tratta di un avvocato casertano, denunciato il 17 marzo dai carabinieri di Casal di Principe, e destinatario di un “atto di diffida e messa in quarantena”. Un esempio plastico delle sanzioni draconiane del governatore. Il legale, assistito dal collega Mario Caliendo, ha però opposto ricorso cautelare. Nella ricostruzione difensiva, il professionista ha spiegato di trovarsi in giro per ragioni di lavoro, dovendo presenziare a due udienze. E sul tragitto, di volersi anche recare dal tabaccaio, attività sinora consentita. La richiesta al giudice monocratico era, quindi, di sospendere la contestazione, ma anche l’ordinanza di De Luca. La quinta sezione del Tar Campania ha accolto l’istanza, limitatamente alla messa in quarantena. Resta in piedi, invece, l’atto del governatore. Una parziale difformità, rispetto a quanto deciso tre giorni fa, dalla stessa sezione. Il primo ricorso cautelare contro l’ordinanza, infatti, era stato respinto. Adesso si considera «riscontrata, allo stato degli atti: – la verosimiglianza di quanto dedotto in esito alla essenzialità del percorso seguito dalla propria abitazione per l’approvvigionamento presso il punto di distribuzione automatico di tabacchi – si legge nel decreto del Tar-; – la sussistenza di adeguata prova con riferimento agli impegni professionali relativi ai giudizi pendenti presso il Tribunale di Cassino (…) ed il Tribunale di Napoli Nord – Sezione Gip. (…)». Inoltre il tribunale ritiene «che l’estrema gravità e d’urgenza (dell’emergenza sanitaria, ndr) vada apprezzata anche nella adeguata considerazione del fine giustificante le misure adottate con le ordinanze nn. 13 e 15/2020 e relativi chiarimenti». Nel giudizio non risultano costituiti i controinteressati Regione Campania, Prefettura di Caserta, Asl Caserta e Ministero dell’Interno. La trattazione del merito, in camera di consiglio, viene fissata al prossimo 7 aprile.
De Luca ferma i cantieri edili privati. Intanto, De Luca non si ferma: nuova ordinanza, nuovo giro di vite. Ora lo stop – fino al 3 aprile – arriva ai cantieri edili privati, salvo gli interventi urgenti per garantire la sicurezza degli immobili. Nei cantieri a committenza pubblica, invece, le stazioni appaltanti dovranno valutare la rinviabilità dei lavori. Fanno eccezione le opere di edilizia sanitaria e per le reti di pubblica utilità. Nel caso in cui i lavori proseguano, per ragioni di urgenza, è obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione individuale. E in aggiunta, la presenza fisica dei dipendenti va limitata ai casi strettamente indispensabili. In una diretta Facebook, il governatore lancia proclami, formula inviti («Chiudere tutto e militarizzare l’Italia»). E paventa scenari apocalittici: il rischio in Campania è di «migliaia di morti». La previsione dei tecnici: «Entro il 29 marzo saremo a 1.500 contagi, entro inizio aprile avremo 3.000 persone positive contagiate e 140 in condizione da richiedere un ricovero in terapia intensiva». A fronte di tali proiezioni, tuona: «Mi arrivano voci di persone che vogliono organizzare feste di laurea. Mandiamo i carabinieri con il lanciafiamme se la fate».
La stretta del governo: sì al jogging, ma sotto casa. Per De Luca le misure del governo sono insufficienti. Ma una nuova stretta arriva, con ordinanza del ministero della salute: dal 21 al 25 marzo vietate attività ricreative all’aperto (resta permesso svolgere individualmente attività motoria, vicino la propria abitazione, rispettando la distanza interpersonale di almeno un metro); chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle stazioni ferroviarie e nelle aree di servizio, eccetto quelli situati lungo le autostrade, cui è concesso solo vendere prodotti da asporto; rimangono aperti quelli negli ospedali e negli aeroporti.

(Tratto da Il Quotidiano del Sud-L’ALTRAVOCE della tua Città)