Piange il telefono a Palazzo Santa Lucia, quando parte la glasnost di Vincenzo De Luca, nei confronti dei 5 Stelle. Una svolta impensabile, dopo anni di guerra cruenta, sullo sfondo del governo giallorosso. Ma l’apertura del governatore si infrange sul muro grillino, debordando in un duello social con Valeria Ciarambino. «Sono tempi di grande cambiamento, con lei si può dialogare». Così De Luca – secondo fonti pentastellate – si sarebbe rivolto al consigliere Tommaso Malerba, nella telefonata per invitarlo in Regione. Un faccia a faccia, senza specificare i contenuti. Malerba, però, svela il blitz ai colleghi del gruppo. Risultato: proposta respinta al mittente. In queste ore, nel M5S si interrogano sulla mossa deluchiana. «Potrebbe essere un tentativo di imbastire un’alleanza per le regionali, sul modello Umbria – riflettono ambienti del M5S – oppure una tattica per spaccarci, isolando l’ala dura della Ciarambino». Qualunque sia l’origine del disgelo, la vicenda sfiora l’indicibile. «De Luca è il nostro acerrimo nemico, per anni neppure ci ha degnato di chiamarci per nome. – raccontano tra i grillini -La vicenda è clamorosa, perché si è fatto vivo lui, contrariamente alle sue note abitudini. Basti pensare che solo pochi giorni fa aveva negato il suo numero personale al ministro del lavoro Catalfo, che sta prendendo contatti con tutti i governatori». La virata del presidente è un’inaspettata chance di vendetta per i 5 stelle. «De Luca è alla frutta – attacca la capogruppo Ciarambino – si mette a telefonare a un nostro consigliere per trattare in privato. Dopo 5 anni di insulti, oggi che sente vicino il capolinea osa addirittura contattarci. La paura fa novanta». Ciarambino si mostra spietata: «Mai avremmo potuto accettare di sederci a trattare con il nemico della Campania. Mai nessuno di noi intavolerà alcuna forma di dialogo con chi ci ha sistematicamente fatto sbattere le porte in faccia ogni volta che avremmo voluto discutere o proporre provvedimenti nell’interesse dei cittadini della Campania». E la capogruppo del M5S lancia la sua congettura. «Se è arrivato a contattare l’unico gruppo che gli ha fatto vera opposizione in questi anni e a cui ha sempre puntualmente mancato di rispetto – sostiene – è solo perché sente sempre più scricchiolare la poltrona sulla quale siede. Ci chiediamo se di questa mossa siano stati informati i vertici del Pd o se ha agito dopo aver compreso di essere stato abbandonato un pezzo per volta dal suo partito. E soprattutto dopo che gli è fallita anche l’operazione di costruzione delle liste civiche, che avrebbe voluto affidare al trasformista di professione Riccardo Villari». Al fuoco grillino, il governatore risponde con una citazione affilata sui social. Parole che, tuttavia, non smentiscono il piano di appeasement. «Dichiarazione di una ben nota esponente Cinquestelle – replica De Luca – ed ennesima prova di eleganza. “Il miele non è fatto per la bocca del somaro” (Cervantes)». Tra i commenti al post c’è quello di Ciarambino: «Dalle fritture di pesce al miele è un attimo #delucastaisereno». Ma ci appare difficile.