De Luca e il programma 2015 “sparito”: le promesse mancate

I traguardi centrati - l'uscita dal commissariamento su tutti - e i diversi fallimenti della prima amministrazione deluchiana. Un bilancio difficile: sulla rete non ci sono più tracce del documento programmatico, tranne che per i primi 100 giorni

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Mentre De Luca sforna il programma per le regionali 2020, quello del 2015 è già un ricordo. Anzi: proprio non c’è più. Dismesso il sito ufficiale di 5 anni fa, cambiareora.it – oggi gestito da cultori di ricette culinarie e del fai da te – è sparito dalla circolazione. Tracce remote si ritrovano su derev.com, piattaforma di crowfunding usata dal candidato. È il programma dei primi 100 giorni, parzialmente utile a tracciare un consuntivo.
Ambiente. Al numero uno figurava l’ambiente, piaga storica della regione. «Ad oggi sono 6.5 milioni di tonnellate di ecoballe presenti nel territorio campano – spiegava De Luca-: Soluzione: Entro 100 giorni dall’insediamento della giunta, verrà individuata la soluzione tecnica definitiva attraverso la quale procedere allo smaltimento delle ecoballe. Inoltre, verrà messa a punto una mappatura dei siti da bonificare e organizzato il registro dei tumori». Invece, si registra un flop della promessa. «Il primo capitolo che avevamo avviato – afferma oggi il governatore – era la rimozione delle ecoballe portandole fuori Regione, ma dal 2017 tutti i Paesi del mondo hanno chiuso le porte». Blocchi internazionali, a remare contro. E il faraonico piano è rimasto sulla carta. «Hanno messo in difficoltà – sostiene il presidente – anche i soggetti che si erano aggiudicati le prime gare per la rimozione di parti della quantità biblica di ecoballe. C’è stato un momento tormentato, equivoco, oscuro, come quello in cui dal Marocco arrivarono proteste per una nota falsa della Regione Campania sullo smaltimento di rifiuti nucleari della Campania. Tutto falso e con la mia firma falsa». Insomma: falsa la firma, e false le speranze di rimozione. Ma ecco le nuove promesse. «Ad oggi – si giustifica De Luca – abbiamo rimosso 700.000 tonnellate di ecoballe ed entro fine anno arriviamo a 800.000 tonnellate».
Territorio. La questione urbanistica affligge da sempre la Campania, terra martoriata dall’abusivismo edilizio. «La vigente normativa sul recupero urbano – ammoniva il programma deluchiano nel 2015 – è tradizionalmente circoscritta agli aspetti edilizi, mentre occorre affermare una nuova visione del rinnovo urbano che comprenda anche gli interventi volti alla messa in sicurezza antisismica, al risparmio energetico, ai collegamenti dei fabbricati (raggruppati per isolati omogenei) con la nuova rete tecnologica di trasmissione dati (cablaggio dell’isolato o del singolo condominio, wi-fi, banda larga in fibra ottica). Soluzione: Entro 100 giorni dall’insediamento del governo regionale sarà varata una commissione di studio che dovrà elaborare una proposta operativa per un grande piano per il rinnovo urbano sulla base del modello Sirena sperimentato a Napoli». Ad oggi, tuttavia, non risulta approvata la riforma urbanistica. Il testo – avversato da ambientalisti e urbanisti – è stato ritirato all’ultimo, a un passo dal via libera, prima del riunione in consiglio regionale del 27 luglio.
Trasporti. Altro nodo atavico: il trasporto pubblico. «Il trasporto pubblico campano – sosteneva De Luca 5 anni fa – versa oggi in uno stato di degrado caratterizzato da: mancanza di materiale rotabile idoneo per l’esercizio; continue soppressioni di corse e ritardi; disagi e numerosi reclami degli utenti ecc. Soluzione: Entro 100 giorni verranno revisionate le tariffe del trasporto pubblico (incrementate di circa il 20% da gennaio 2015). Si procederà alla riattivazione delle Funivie Mercogliano/ Montevergine e Castellammare di Stabia/ Monte Faito, e all’elettrificazione della linea ferroviaria Avellino/ Salerno, al fine di consentire il collegamento con l’Alta Velocità a tutti i capoluoghi di provincia». Ma c’era dell’altro. «Verrà varato un piano sostenibile che – garantiva il candidato -possa ragionevolmente riportare i livelli della Circumvesuviana e della Cumana alla situazione ante giunta Caldoro. Si tratta di riportare il numero dei treni, delle corse e dell’utenza a quelli del 2010». Qui il discorso è articolato: sulle funivie, De Luca è stato di parola. Sulle altre promesse un po’ meno. Le tariffe sono state sì revisionate, ma solo nel 2017. E non verso il basso. I biglietti di corsa semplice ed orari sono aumentati mediamente del 9,1%. Il rincaro medio dei prezzi è stato di oltre il 9%, a fronte di un tasso di inflazione Foi (Famiglie operai e impiegati) salito dell’1% nel triennio 2015-2017. Quanto alla Circumvesuviana, è duro il verdetto dell’ultimo Rapporto Pendolaria di Legambiente: è la peggiore linea ferroviata in Italia.
Lavoro. Cinque anni fa De Luca sottolineava: «Mettere il lavoro al primo posto significa darsi un obiettivo su tutti: arginare il livello di disoccupazione giovanile, pari al 57%». Quindi la soluzione. «Si intende promuovere prometteva- un processo di selezione della buona progettualità sulla base delle istanze che necessariamente devono arrivare dal territorio. Al riguardo verrà realizzato un censimento dei progetti esecutivi e istituito un fondo di rotazione per il finanziamento della progettazione agli Enti locali, con possibilità di erogare successivamente anche il contributo a fondo perduto sui lavori nel caso in cui i progetti, una volta approvati, risultino cantierabili e coerenti con le priorità regionali. Si promuoverà il coworking (letteralmente “lavoro condiviso”), un nuovo stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente, di un progetto e di risorse, tra professionisti con competenze differenti». Ma a cinque anni di distanza, i dati sull’occupazione restano negativi: 53,6% nel 2019 (fonte Eurostat).
Sanità. In materia di sanità De Luca si fregia dell’uscita dal commissariamento decennale, traguardo su cui si sono concentrati molti sforzi. «In tema di sanità – assicurava nel 2015 – si procederà all’eliminazione graduale dei tetti di spesa, al ripristino dei fondi per le politiche sociali, al sostegno ai centri di riabilitazione, all’assunzione di personale medico-sanitario e allo sblocco delle autorizzazioni per i centri polispecialistici». I tetti di spesa non sono stati eliminati. Ma il vecchio programma non poteva prevedere la tempesta Covid, decisiva anche per il rilancio di De Luca: il nuovo la metterà al centro.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)