Reddito di cittadinanza, il governatore De Luca blocca i navigator in Campania. Ed è ancora scontro con i 5 stelle. «Navigator? No al nuovo precariato. –  scrive sui social il presidente della Regione – Stabilizzare i dipendenti a tempo determinato dell’Anpal. E utilizzare quelle risorse per incrementare il reddito di cittadinanza». La Regione, infatti, non ha aderito alla convenzione con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro. La scelta, di fatto, impedisce di avviare in Campania l’attività dei 471 navigator previsti dalla legge (77 in provincia di Salerno). Il gesto azzera anche le 13.001 candidature al concorso (2.457 salernitane): questa figura può esercitare la funzione solo nei centri per l’impiego della propria regione. Posti precari, in scadenza nell’aprile 2021, certo. Ma comunque retribuiti con 27.338 euro lordi all’anno (più 300 euro mensili a titolo di rimborso forfettario). La Regione, in ogni caso, non era obbligata all’intesa con Anpal. La decisione è quindi politica.
«L’operazione di De Luca – dichiara Gennaro Saiello, consigliere regionale del M5S – è piuttosto scontata. Attivare i Navigator, figure che consentirebbero di incrociare domanda e offerta di lavoro, significherebbe far decollare il Reddito di cittadinanza. Si tratterebbe di una resa per De Luca, a cui toccherebbe finalmente ammettere che il Reddito non è affatto mero assistenzialismo, come il governatore va predicando da tempo, ma si tratta della prima vera misura di politica attiva del lavoro mai prodotta nella storia del nostro Paese». Saiello attacca pure l’assessore al lavoro, Sonia Palmeri («sistematicamente assente in ogni vertenza che riguarda i lavoratori»): «Nella regione con uno dei più alti tassi di disoccupazione d’Europa, stanno negando un’opportunità a tanti giovani laureati».