Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino

In consiglio regionale spunta il presunto condono per gli abusi nell’area del Vesuvio, con la regia della maggioranza, e scoppia la bagarre. Nell’ultima seduta prima della pausa estiva, va in scena tutta l’antologia di accuse incrociate, sospetti, manine ed emendamenti-fantasma. Ad armare le polveri è la norma inserita dalla consigliera Loredana Raia (Pd), per emendare il testo della legge di semplificazione, proposta dalla giunta. E semplificando qua e là, l’emendamento «intende escludere dal divieto del rilascio di titoli edilizi abilitanti – afferma l’ufficio legislativo del M5S – la realizzazione di nuovi edifici residenziali in zona rossa del Vesuvio, gli edifici realizzati precedentemente all’entrata in vigore della legge (quindi al 2003)». Per i pentastellati «l’inciso aggiuntivo intende estendere la possibilità di rilascio del titolo per nuova edificazione – osservano gli esperti dei 5 stelle – a edifici già realizzati: oltre ad essere in contraddizione con il resto dell’articolo che fa riferimento a nuova edificazione, rappresenta di fatto un intervento in sanatoria inammissibile in zona rossa come precisato anche dal Tar (che ha giudicato manifestamente infondate le questioni di incostituzionalità relative all’immediato divieto di rilascio titoli per nuovi edifici in base a principio di precauzione). Gli edifici già realizzati se previsti in piani o strumenti attuativi sono già fatti salvi dall’articolo 2, tutti gli altri sono vietati, anche quelli costruiti in assenza di titolo». A scatenare i grillini non è solo la nuova ombra di mattone selvaggio, ma anche «tre articoli fantasma» non «presenti nel testo definitivo inviato appena 24 ore prima all’attenzione dei consiglieri». «Sono comparsi un’ora e mezza prima della seduta – spiega la capogruppo Valeria Ciarambino – sotto forma di errata corrige, con un termine per la presentazione degli emendamenti un’ora dopo l’inizio dei lavori. Abbiamo posto una questione pregiudiziale, chiedendo di stralciare l’intero testo o, in alternativa, discutere quello noto ai consiglieri. È passata la nostra seconda richiesta, bloccando una palese irregolarità e impedito che si rischiasse di fare un regalo ai cementificatori abusivi del Vesuvio». Raia, che è di Torre del Greco, respinge le accuse di un “colpo di mano” sulla zona rossa. «Questo emendamento – dichiara l’esponente del Pd – andava a vantaggio dei cittadini e non di una cementificazione selvaggia come dicono i 5 Stelle. Piuttosto, dicano al loro governo di fare la propria parte sul tema del condono in zona rossa». L’appuntamento, però, è solo rimandato. «Noi – aggiunge Raia – ci occupiamo delle famiglie della Campania e ci occuperemo di questa materia a settembre, affrontando la questione nella legge di governo del territorio». La disputa regolamentare ferma i lavori per un’ora, prima dell’ok definitivo alla legge di semplificazione. E alla ripresa il M5S contesta ancora, diffidando ormai di tutto e tutti. Il vicepresidente del consiglio Tommaso Casillo prova a placare gli animi, ricordando l’intesa di cancellare dal testo l’articolo controverso, raggiunta a fatica nella conferenza dei capigruppo. E a quel punto perde la pazienza il governatore, presente in aula. «Nei Paesi democratici maturi e seri – tuona De Luca – si parla per tre minuti e non si perde tempo per rispettare i colleghi, i cittadini e quelli che lavorano. Siccome per i 5 stelle significa compiere un atto di cospargimento di cenere sul capo, allora si vota quello che abbiamo votato e a settembre si corregge. Punto e basta, votiamo tutto e a settembre lo modifichiamo». E non si sa più se sia una promessa o una minaccia.