De Mita a 91 anni si ricandida a sindaco

Di nuovo in campo per il vertice del Comune di Nusco, il vecchio leader contende fieramente il primato dell'illimitatezza alla Divina Provvidenza

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Nel corso della sua lunghissima vita politica, che abbraccia in pratica tutta la storia repubblicana (lui che ha inventato la famosa espressione “arco costituzionale”, per definire il perimetro delle forze democratiche e antifasciste che nel biennio ’46-’48 diedero vita, appunto, alla Carta) è stato più volte ministro, poi presidente del consiglio, segretario della Democrazia Cristiana, deputato nazionale per un’era geologica e per diverse legislature anche europarlamentare. Ciriaco De Mita, a 91 anni, non lascia. Anzi raddoppia.

Nella foto, Ciriaco De Mita segretario della Democrazia Cristiana con Bettino Craxi presidente del Consiglio

Un highlander il cui nome dirà probabilmente poco o niente a chi il 26 maggio si recherà alle urne per la prima volta. Sindaco uscente di Nusco in provincia di Avellino, eletto nel 2014 quando di primavere ne aveva già 86, l’età in cui di solito ci si dà alla memorialistica, scrivendo consolatorie autobiografie piene zeppe di episodi inediti e aneddoti sconosciuti, De Mita affronterà l’ennesima campagna elettorale della sua carriera con un obiettivo ambizioso in testa. Superare se stesso: cinque anni fa ottenne il 70 per cento dei consensi dei suoi concittadini. Ora, il figlio del sarto che dalla bottega del papà nel centro del paese tanti anni fa – così tanti che a contarli si corre il rischio di confondersi – spiccò il volo verso prestigiose mete politiche e istituzionali, il creatore della “Sinistra di base”, l’unico democristiano che sia riuscito, nella lunga storia della Balena Bianca, a mantenere contenporaneamente gli incarichi di segretario del partito e di capo del governo, punta a incrementare quel dato. Doppiarlo non potrebbe, perché glielo impediscono le leggi della matematica, che sono un tantino più rigide, scientifiche e obiettive di quelle della politica. Ma capace che lui, che ha già lanciato (vittoriosamente) il guanto di sfida a quelle della biologia, e che contende fieramente il primato dell’illimitatezza alla Divina Provvidenza, riesca pure nell’impresa di piegare i freddi numeri alla ferrea legge della sua volontà. In fondo, la sua straordinaria longevità politica è pura, incontaminata, ontologia del potere: laddove cioè il potere si trasforma, a guisa di Dio, nell’argomento che giustifica a priori la sua stessa esistenza. E probabilmente poco potrà – non ce ne voglia – il valoroso avvocato Francesco Biancaniello, che si candida contro di lui sperando di invertire l’inerzia della Storia, che lì, in Alta Irpinia ha cadenze, ritmi e toni tutti particolari, e men che mai un andamento rettilineo come vagheggiavano i Classici dei nostri sudati studi liceali e universitari. Perché nella scomparsa dei dinosauri, milioni di anni fa, ebbero un ruolo la trasformazione del ciclo delle stagioni, il diverso irraggiamento della terra, e una serie di condizioni che cambiarono il volto del pianeta. Tutte cose che non ci sentiamo di garantire adesso noi piccoli e insignificanti uomini del Terzo Millennio, alle prese con il grande, insondabile, mistero dell’eterno ritorno dell’infinitamente eguale, di cui Ciriaco De Mita da Nusco, a 91 anni suonati è – ed è destinato a restare a futura memoria – agguerrita e intramontabile testimonianza.