De Prisco: «Sarà libera la mia Pagani»

Il sindaco neoeletto: «È finita l’epoca delle guerre»

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«Pagani con De Prisco sindaco? Sarà speciale e normale al tempo stesso». Raffaele Maria De Prisco, detto Lello, 47 anni, avvocato, è stato scelto dai paganesi per guidare la città nei prossimi cinque anni. Dopo le emozioni della prima ora, gli abbracci e i festeggiamenti, è tempo di pensare al domani ma anche di analizzare, in maniera freddo, il risultato delle urne. «Ho dormito abbondantemente questa notte (ieri, nda) dopo un giro di ringraziamento a chi ha avuto fiducia in me. Purtroppo assieme alla notizia della mia elezione è arrivata anche quella della prematura scomparsa di Marcello Toscano e ho preferito ringraziare e non festeggiare».
È tempo di analizzare il dato delle urne in maniera fredda, no?
Sono molto contento, l’esito è andato oltre ogni mia aspettativa. È stata una vittoria schiacciante che lascia riflettere sul modo di gestire la campagna elettorale da parte degli avversari. Noi evidentemente abbiamo dato idea di una coalizione forte e capace di dare stabilità alla città.
C’è chi dice che con il risultato del ballottaggio tra lei ed Enza Fezza si è chiusa l’era Gambino: è d’accordo?
Non mi permetto di dirlo. Dico che è finita l’epoca delle guerre. Magari tra anni ci sarà un Gambino quater o un Bottone bis; ma è finita l’era della guerra sulle vicende giudiziarie del passato. Quest’anno sono andati alle urne i nati nel 2002. I giovani, ma anche gli anziani, sono stanchi di sentire parlare delle vicende che ci hanno coinvolto. Bisogna parlare dei programmi.
Da dove parte De Prisco sindaco?
Dal resoconto della situazione che mi faranno i commissari prefettizi. Ho sentito il dottore Auricchio e ci incontreremo questa settimana. Per la proclamazione bisogna attendere la commissione elettorale.
E la prima cosa che farà da sindaco?
Un gesto simbolico: farò aggiustare i gradini che stanno nel centro anziani che dà sul cinema La Fenice. Sono rotti da tempo e sono caduti diversi anziani. Ripeto: è un gesto simbolico da cui ripartire.
In campagna elettorale ha detto che Pagani era diventata una città di serie B, quali saranno i passi necessari a risollevare le sorti della città?
Siamo rimasti senza il sindaco, senza il consiglio comunale e con sette commissari: perciò ho detto serie B, non per altro. Io amo la mia città. Si deve partire dal rilancio culturale e sociale, le uniche cose possibili con un bilancio in dissesto. Serve investire sulle persone e sulla nuova coscienza dei cittadini.
Capitolo giunta: ha un’idea della squadra di assessori che la affiancherà?
Attingerò dalle liste elettorali e dai tecnici di riferimento. Assessori e vicesindaco dovranno essere competenti nella materia che andranno a gestire. Assegnerò deleghe anche ai consiglieri comunali: tutti devono essere coinvolti. Poi vedremo anche come risolvere la carenza in pianta organica al Comune.
Dopo l’appoggio del Pd al ballottaggio qualcuno ha malignato la contropartita di un posto in giunta.
Non c’è niente, posso dirlo.
Sarà il primo sindaco della città di Pagani in era Covid-19: è preoccupato per la situazione in città?
Mi preoccupano i casi in aumento, non l’organizzazione. Con la Protezione civile e le associazioni lo scorso anno abbiamo costruito una rete e sono più pronto. Mi auguro di non gestire una nuova emergenza perché andrebbero in crisi parecchie famiglie, più di quante non ce ne siano già.
Sindaco, è diventato popolare anche sui social: ieri è spuntata anche la pagina “Le bimbe di De Prisco”, come per De Luca e Conte. Che ne dice?
Capisco poco di queste cose. Mi hanno spiegato che in campagna elettorale ho avuto sponsorizzazioni bloccate ma che ho avuto tantissimo seguito sui social. Siamo andati oltre ogni misura.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)