Delusconi senza freni, doppia morale del Pd

Si moltiplicano i trasformisti nel centrosinistra a trazione deluchiana. I dem schizzinosi con chi viene dal centrodestra, senza guardare in casa loro

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L’ultimo mal di pancia è esploso alla conferenza programmatica del Pd di Napoli, due giorni fa. «Sui valori e sull’etica dobbiamo essere intransigenti. Liste pulite, innanzitutto, ma anche dei tanti bei no ai voltagabbana». Il senatore Sandro Ruotolo, ex inviato d’assalto, ha preso di mira i candidati riciclati, un’orda all’assalto del carrozzone deluchiano. E ancora: «Non dobbiamo, in nome di un pacchetto di voti presunti, accogliere tutti». E invece, zitti zitti, stanno entrando proprio tutti, nessuno escluso. Ex forzisti in prima fila, in fuga da Silvio, pronti a saltare in groppa a Delusconi. L’ultima frontiera dei berlusconiani è Italia Viva, terra promessa di tanti. Sono sdegnati dai diktat di Salvini, improvvisamente posseduto dal demone giustizialista. Ma resta accogliente Campania Libera, creatura del governatore, affidata alla regia di Tommaso Casillo. Peccato solo per un dettaglio: nel caravanserraglio del centrosinistra, iniziano ad arrivare proprio i leghisti, folgorati sulla via di Delusconi. Uno è Gabriele Piatto, sindaco salviniano di Frignano, nel Casertano. Per lui si sono spalancate le praterie deluchiane. Altri, forse, lo raggiungeranno: nel circus di De Luca c’è sempre posto, con buona pace degli intransigenti del Pd. Ruotolo se la prendeva, in particolare, con Flora Beneduce. «Mi è capitato – raccontava il senatore – di ascoltare l’altro giorno la dichiarazione di una candidata che dallo schieramento a noi alternativo ha deciso di candidarsi in quello del centro sinistra per le prossime regionali in Campania. Ascoltatela anche voi. Io davvero non sono riuscito a capire le sue motivazioni e soprattutto le nostre per averla accettata». Noi, invece, le motivazioni le capiamo benissimo. E meglio ancora le comprende De Luca, lesto ad abbracciare i transfughi del centrodestra. Sono tanti, hanno voti a grappoli, e sono ogni giorno di più. Il Delusconi scatena la corsa alla candidatura, baciato dai sondaggi pandemici. Alla sinistra del Pd l’esodo trasformista non piace. Ne fa una questione di principio. Ma la ragione, in penombra, è pure di sostanza. L’esercito di liste civiche – undici finora – rosicchia voti al partito di maggioranza, e sega la poltrona a diversi dem. E quindi i mal di pancia sanno pure di strizza. Ma poi, come frenare l’invasione dei riciclati? Si potrebbe brandire la solita arma giudiziaria. Ma sarebbe loffio, come lanciafiamme. E saprebbe un po’ di doppia morale. Beneduce è imputata per voto di scambio? Se è per quello, il Pd ha problemi anche in casa sua. E non sono marginali: è indagato Mario Casillo, per traffico di influenze illecite, in un’inchiesta della procura di Torre Annunziata. Si tratta del candidato più potente nella provincia di Napoli, con un bottino di 30mila voti alle scorse regionali. Per i pm, Casillo «incontrava in almeno tre occasioni» Adolfo Greco, l’imprenditore condannato per favoreggiamento reale alla Nco di Raffaele Cutolo. E allora, i salti della quaglia indispettiscono i forcaioli dem? Le indignazioni rimarranno grida manzoniane: De Luca, anzi Delusconi, procede come un treno. E sulla via arruola legioni di fuggiaschi dell’altro campo. Tra i rumors dell’ultim’ora, si registrano due pezzi da novanta: Carmine Mocerino, ex Udc, ex caldoriano; Pasquale Sommese, ex tutto, ma sempre in sella. Secondo anteprima24.it, il primo è in lizza per una civica, una della lunga schiera deluchiana. Il secondo sta allestendo una lista sua (Campania Popolare). Ma gli esempi si sprecano. Ci sono storie come quella di Gabriele Mundo, consigliere comunale a Napoli, nella maggioranza del sindaco di de Magistris. Ma, anche lui, un passato in Forza Italia. Ora è, manco a dirlo, con Italia Viva. Percorso identico per Francesco Iovino, ex vicesindaco di Saviano. Iovino è vicino all’eurodeputato forzista Aldo Patriciello, rimasto con Berlusconi, ma in Campania deciso a sostenere De Luca. E ancora Italia Viva, braccio operativo di Delusconi, si è aggiudicata un altro tris d’assi: Pietro Smarrazzo, braccio destro del capogruppo regionale forzista Armando Cesaro; Carmine Iazzetta, ex consigliere comunale di Melito (Nuovo Psi) e Mugnano (Popolo della Libertà); Luigi Grimaldi, consigliere di Fi a Frattamaggiore. E gli intransigenti? Venghino signori, venghino.
L’arca di Noè.La coalizione deluchiana, giorno dopo giorno, somiglia ad un’Arca di Noè. In un video del 2010, il candidato De Luca sferzava: «Noi voltiamo pagina. Loro (il centrodestra, ndr) hanno avuto lo stomaco di presentarsi tutti insieme: con De Mita, Mastella, Cirino Pomicino, Giulio Di Donato». E ora, sempre tutti insieme – eccetto l’ex vicesegretario socialista Di Donato – gli arzilli Dc abbracciano De Luca. Altro giro, altra ruota. In un’alleanza simile ad un’arca di Noè. Tra i prossimi candidati c’è l’imprenditrice vesuviana Paola Raia, eletta in consiglio 10 anni fa col centrodestra, vicina a Nicola Cosentino. Oppure Mario Ascierto, ex consigliere regionale di Alleanza Nazionale. O Fernando Farroni, 5 anni fa candidato alla Regione con Noi Sud, lista del centrodestra. Un percorso non diverso per Giosy Romano: due anni fa candidato al senato per Forza Italia, oggi nella coalizione deluchiana. La sua lista si chiama Fare Democratico. Il segretario campano del Partito Repubblicano, Salvatore Piro, nel 2015 diceva:: «Siamo con il presidente Caldoro, ne abbiamo apprezzato il complesso lavoro di questi cinque anni». Adesso è con De Luca.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)