Democrazia soffocata nella terra corrosa dal trasformismo

Quello che sta avvenendo in Campania dovrà essere, nei prossimi decenni, materia di studio

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Quindici liste. La democrazia scientificamente soffocata dall’eccesso di sé medesima. Quello che sta avvenendo in Campania dovrà essere, nei prossimi decenni, materia di studio. Sarà interessante approfondire come, nella rassicurante cornice liberaldemocratica costruita dalla Costituzione repubblicana, sia stata possibile la nascita di una sorta di sultanato. Quello di Vincenzo De Luca, già oggi aritmeticamente vincitore delle elezioni regionali 2020. Una partita dall’esito scontato, garantito dalla poderosa massa di manovra messa in campo. Quindici liste, con la politica messa al bando e senza uno straccio di programma. Anzi, un programma c’è, ed è sussunto tutto nelle presunte capacità messianiche di quest’uomo che non è solo un maestro della comunicazione, ma è anche l’unico che ha capito come la democrazia maggioritaria poggi su equilibri molto delicati: basta forzare un po’ e diventa un’altra cosa. Perché da 30 anni ha al fianco un raffinatissimo leguleio: colui che è riuscito a mettere insieme questo accrocco che sembra – ed è – mostruoso dal punto di vista etico, politico e ideale, ma si rivelerà tremendamente efficace sotto l’aspetto della resa elettorale. Si chiama Fulvio Bonavitacola, e di mestiere sarebbe un avvocato amministrativista. In realtà è, da quasi tre decenni, il regista occulto del sistema De Luca e dei suoi trionfi elettorali. Bonavitacola non ha le profondità teoriche del suo dante causa. Probabilmente non ha letto Tronti, il filosofo pret-a-porter teorico dell’autonomia del politico, ma sa leggere le carte. E conosce la storia di questa terra disgraziata, condannata a una situazione di minorità etica permanente dal lazzaronismo straccione e dal trasformismo atavico. Buona fortuna, Campania. Ne hai proprio bisogno.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)