Cinguettano come uccellini a primavera Camilla e Sandra.
Peccato sia domenica, mattina, ore 7:00.
– “Nooo!” fa mio marito.
” …già sono in piedi…” gli faccio eco io, con la voce assonnata.
“No, no, no…” ribatte lui, sconfortato  “la fatina!”
Si dà il caso che ieri Sandra abbia perso un dentino.
L’ha messo sul comodino, fiduciosa di trovare stamattina un soldino al posto dell’incisivo superiore da latte. Ma…
– “No, no” – mio marito si dispera, portandosi una mano alla fronte, lui che ha sempre avuto un rapporto così privilegiato con la fatina da illudersi talvolta non solo di avere i capelli, ma anche turchini, e le ali e di essere leggero e di poter spiccare il volo, con disinvoltura, che Trilly, a confronto, pare un pachiderma…
Eppure Camilla e Sandra entrano festose e saltano sul lettone.
Io mi tiro su.
Sandra ha in mano un soldino da due euro.
– “E dove l’hai preso?” le chiede il papà.
– “Me l’ha dato la fatina!” risponde lei, sorridendo sdentata.
– “E il dentino?” chiede il papà.
– “Eh, papà, l’ha preso la fatina” risponde Sandra, col tono dell’ovvietà.
Mio marito si gratta la fronte e inarca il labbro inferiore, come a dire Mah!
In tutta la stanchezza di questa settimana, immagino che sia solo confuso.
– “Mi ha lasciato anche questo bigliettino” dice Sandra.
Lo leggo: Non posso portare tutte queste cose, ma posso dirti: Auguri! Ora volo! Fatina dei dentini.
Effettivamente Sandra aveva chiesto di tutto: dalle bambole a una figlia in carne ed ossa, fino a far sparire il COVID dalla Terra.
Sull’altro lato del biglietto c’è scritto: E ho preso lezioni di disegno, grazie!
E sotto: il disegno di un dentino, simile a quello che Sandra aveva fatto sulla copertina della lettera per la fatina.
– “E la lettera per la fatina dov’è? chiede Gerardo
– “Papààà” – fa Sandra  “ma l’ha presa la fatina, no?”
Mio marito è tra lo spaventato e il perplesso.
Ha la faccia da concorrente a un quiz televisivo.
L’espressione di chi, dopo essersi dedicato una vita a un tale argomento, a un certo punto perde la bussola e si ritrova alla neuro.
– “Gerry, sei stanco!” gli dico, e mi alzo, tanto ormai la giornata è iniziata, vado a preparare la colazione.
A metà mattinata, il mistero si infittisce.
Io ho due tracce: o mio marito si è rimbambito o la fatina lavora pure lei in smart-working! Ma mio marito ha una terza ipotesi:
– “Paola!”
Mi prende una fitta al cuore, quell’amore di mamma ripara ai danni di quella fatina che vola così alto da avere la testa fra le nuvole.
Ma subito mio marito, che pare uscito da un romanzo di Agatha Christie, smonta egli stesso la sua supposizione:
– “Paola, però, si è addormentata presto e si è svegliata tardi”.
Ora o chiamiamo Hercule Poirot o ci vuole un colpo di fortuna!
Poi arriva la confessione.
Paola riferisce che in casa ci sono due fatine, perché Camilla le ha riferito che quella sbadata della fatina, fino a stamattina, ancora non aveva ritirato né la lettera né il dentino né tantomeno aveva lasciato il soldino.
E Camilla, per triste esperienza personale, sapendo bene come ci si resti male, tela, è corsa nello studio di papà a posare il dentino e la lettera dietro a un libro, a scrivere il biglietto con tanto di illustrazione odontoiatrica, per poi prendere dalla scrivania una moneta e tornare subito di nuovo in camera:
– “SANDRAAA, SVEGLIAAAA …  è arrivata la FATINA!!!”

Nicoletta Tancredi

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