Detective dell’arte e angeli custodi della cultura

I 50 anni del Comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, un'opera insostituibile per la salvaguardia e la difesa del nostro patrimonio più prezioso

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Nel 1969 avvenne il clamorosissimo furto della “Natività” di Michelangelo Merisi da Caravaggio nell’oratorio di San Lorenzo a Palermo. È, forse, il dipinto più ricercato al mondo. Ancora è in ostaggio di chi lo trafugò, o di altri ignoti possessori avidi di arte. Sul suo destino sono sorte delle vere e proprie leggende, intrecci da romanzo giallo sui rapporti tra mafie e acquirenti facoltosi, tra avvenimenti della storia e dei misteri d’Italia. Speriamo che la tela esista ancora e che prima o poi possa essere recuperata e ricollocata nella sua sede d’origine. Ma il 1969 è anche l’anno nel quale nacque il primo Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico. Il racconto dei successi e del percorso storico di questo particolare organo di polizia, dell’arte salvata, e quella da salvare, è oggi narrato in un avvincente libro dal titolo “Detective dell’arte. Dai Monuments Men ai Carabinieri della cultura”, edito da Rizzoli nell’aprile 2019 (ISBN 978-88-17-11788-3). Il suo autore è Roberto Riccardi, generale dei Carabinieri, attuale Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, giornalista e scrittore. Il libro di Riccardi è un racconto affascinante, una appassionata lettera d’amore verso l’Italia, verso la sua cultura, la storia, la civiltà. È il racconto di un amore per la cultura, intessuto di molteplici vicende ed episodi, un grande romanzo dove i protagonisti sono i Carabinieri, che da cinquant’anni rintracciano e inseguono i ladri di civiltà, li scovano e li puniscono. I loro successi investigativi assicurano il recupero e la restituzione dei beni culturali trafugati, per continuare a farli fruire ai cittadini di tutto il mondo, non solo in Italia. Si tratta di persone in divisa, di grande professionalità, alla ricerca dell’arte “perduta” e poi, grazie a loro, ritrovata. Dal 2015 il Comando Carabinieri TPC è il partner più prezioso della cultura mondiale, attraverso l’UNESCO, con i “Caschi Blu della Cultura”. I nostri Carabinieri sono la prima grande forza internazionale di polizia che si occupa della tutela del patrimonio culturale, al servizio della storia. Sono un encomiabilissimo esempio per il mondo civile e una risorsa unica per tutti coloro che danno la caccia ai barbari dell’arte. Roberto Riccardi, nel suo libro, ci ricorda che «custodire l’eredità dei nostri avi è dovere comune, perché significa custodire la nostra identità». Dunque, i Carabinieri come veri e propri angeli custodi della cultura. Vi compaiono persone che sono quotidianamente al servizio della cultura. Oltre ai carabinieri, vi sono menzionati soprintendenti, archeologi, storici dell’arte. Sono tutte figure professionali unite dal cemento giuridico, e civile, etico e morale, della tutela e conservazione dei beni culturali quali testimonianze storiche aventi valore di civiltà. Nel libro c’è la narrazione di fatti, avvenimenti, episodi diversi, legati ai successi per le ricerche svolte e le opere d’arte e di archeologia restituite alla collettività, ma esso è soprattutto il racconto di vite al servizio dell’arte e della storia e che il destino ha fatto incontrare in un modo o in un altro. Tra i comandanti dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale vi è stato, tra gli altri, e per diversi anni, il generale Roberto Conforti, nativo di Serre, paese della nostra provincia salernitana, una persona integerrima e un grande comandante. A lui si devono moltissimi successi investigativi, con risultati brillanti. Ricordo che il 2 aprile 2000 il generale Conforti fece venire da Roma un ufficiale dei Carabinieri in occasione del convegno-giornata di studio, organizzato dal Centro Culturale Studi Storici “Mirabilia Urbis. Opere d’arte non più esistenti a Eboli e opere d’arte in pericolo”, patrocinato dal Comune di Eboli e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la partecipazione del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Roma. Il convegno si svolse nella chiesa di Santa Maria ad Intra. E sempre grazie al Comando dei Carabinieri TPC è stato ritrovato e restituito ad Eboli, qualche anno fa, un trittico con “Madonna con Bambino tra i santi Eustachio e Caterina d’Alessandria”, opera del secondo Quattrocento, attribuito recentemente al Maestro dell’Incoronazione di Eboli, grazie soprattutto al sottufficiale dei Carabinieri TPC Roberto Gallo che per diverso tempo, e con grandissima professionalità, ha condotto le indagini che hanno permesso di ritrovare l’opera trafugata, poi restituita alla chiesa di appartenenza, tramite la Soprintendenza ABAP per le Province di Salerno e Avellino.

In primo piano, un particolare del trittico “Madonna con Bambino tra i santi Eustachio e Caterina d’Alessandria”, opera del secondo Quattrocento, attribuito recentemente al Maestro dell’Incoronazione di Eboli