Di Maio sr. crocifisso dal Sistema

Quel viso e quella confessione richiamano i martiri di Stalin, Hitler e Pol Pot

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Il padre del vice premier, Antonio Di Maio

Le coscienze democratiche, o quello che resta della cultura democratica in questo Paese, dovrebbero restare atterrite dopo la confessione pubblica del padre del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri. Innanzi tutto, ci si dovrebbe interrogare di quale reato sia stato imputato il signor Antonio Di Maio e da quale giudice sia indagato. In verità, non vi è nessun reato e nessun giudice! Solo il tribunale dei media, un vero e proprio circuito scandalistico e sensazionale, ha accusato il povero Di Maio di aver pagato in nero alcuni operai, di aver costruito nel proprio giardino un capanno e di non aver corrisposto l’importo delle cartelle ad Equitalia, aderendo ad una procedura agevolata. Insomma, quello che fanno in Italia decine di migliaia di piccoli e medi imprenditori per non restare soffocati dalle leggi e dai balzelli, ovvero da quegli stessi lacci e lacciuoli che il governo giallo-verde ha di recente re-introdotto nel nostro Paese. Sarebbe stato opportuno, in un contesto di serietà e non nella tragicomica pantomima di questa politica, interrogarsi sul perché manchi in Italia un disegno che non imponga alla piccola impresa di passare direttamente dalla illegalità al fallimento.

Dappoi, dovrebbe affermarsi con forza che non è ammissibile l’uso dei parenti per colpire i leader politici. Non era ammissibile per Renzi e per la Boschi, la cui demonizzazione sui media e nella rete – sapientemente condotta proprio dai CinqueStelle – ha prodotto il risultato voluto. Non è oggi ammissibile per il padre di Luigi Di Maio.

Ma bisognerebbe interrogarsi sull’umiliante confessione pubblica del sig. Antonio Di Maio, forse a ciò “costretto” dalle pressioni del Movimento del figlio, sugli occhi pieni di lacrime, sul viso triste ed impaurito di un padre che chiede scusa ai figli, costretto a rinnegare una vita di lavoro in un tempo dignità perduta. Quel viso e quella confessione richiama alla mente, le prassi dei partiti totalitari, le pubbliche ammissioni di colpe (il più delle volte inventate ed inesistenti) dei martiri di Stalin, di Hitler o di Pol Pot. Se è questo il futuro del nostro Paese, non vedo alcun motivo per essere ottimisti!!

Il papà di Di Maio si scusa su Facebook