Disgelo governo-industriali, ma il Fatto boccia il “Salvimaio”

Continua lo psicodramma primarie nel Pd: renziani in cerca di un candidato. Il leader si chiama fuori e lo stesso fa anche Calenda: "Congresso dilaniante"

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Il CORRIERE DELLA SERA apre (taglio alto in prima) sul disgelo tra Confindustria ed esecutivo gialloverde, riferendo in un lungo articolo di Marco Galluzzo dell’incontro di ieri mattina tra il vicepremier Matteo Salvini, l’influentissimo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e le organizzazioni datoriali, in primis Confindustria: “Per la prima volta questo governo ci ascolta, abbiamo dialogato”, è la dichiarazione di Vincenzo Boccia, che riassume il senso del vertice di due ore nel corso del quale i due esponenti dell’esecutivo avrebbero riempito pagine e pagine di appunti.

IL FATTO QUOTIDIANO, invece, fa le pagelle al “Salvimaio”, il governo Salvini – Di Maio, a sei mesi dal suo insediamento. Esecutivo rimandato su economia, lavoro, cultura, immigrazione, ambiente, esteri e difesa; bocciatura secca su nomine e infrastrutture; promozione con riserva su giustizia, scuola, sanità. Più ombre che luci, insomma. Sullo stesso giornale, a pagina 9, l’ex direttore Antonio Padellaro assolve il premier Conte: “Non sarà De Gasperi, ma per ora è insostituibile”.

La cronaca è, ovviamente, dominata dagli sviluppi delle indagini sull’assurda strage nella discoteca in provincia di Ancona. In un articolo di Andrea Cuomo, richiamato anche in prima, IL GIORNALE racconta, attraverso la testimonianza del gestore di una discoteca, i trucchi dei gestori dei locali per moltiplicare i biglietti venduti: “Così 500 ticket della Siae diventano 5mila spettatori”, è il titolo dell’intervista.

Le pagine di politica dei quotidiani, invece, sono monopolizzate dal dibattito precongressuale nel Pd. Sul CORRIERE DELLA SERA la “renzologa” Maria Teresa Meli rivela che i sostenitori dell’ex premier sono a caccia di un candidato alla segreteria dopo il ritiro di Minniti, riferendo anche la ferma intenzione di Renzi di rimanere fuori dalla contesa. LA REPUBBLICA, invece, intervista l’ex ministro Carlo Calenda, che parla di “congresso dilaniante” annunciando che non parteciperà. Psicodramma continuo, insomma…