Disgelo Junker-Conte: decisivo il Colle, Parlamento a andamento lento

Compromesso in vista sulla manovra, grazie alla mediazione di Sergio Mattarella. Il Giornale rivela: è un Parlamento di scansafatiche, lavora e produce poco. E Calenda pensa a un partito modello Uber

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E’ corsa contro il tempo per evitare la procedura d’infrazione europea sulla legge di Bilancio dell’esecutivo gialloverde. “Manovra, l’Europa apre” è il titolo del CORRIERE DELLA SERA, che in una corrispondenza da Bruxelles di Ivo Caizzi sull’incontro tra il premier Conte e il capo della Commissione Europea, Junker, parla di “buoni progressi”. Nel registrare questo inizio di disgelo tutti i quotidiani, sottolineano la paziente opera di mediazione del Capo dello Stato: LA REPUBBLICA, in un retroscena a firma Goffredo De Marchis, riferisce di un pranzo al Quirinale in cui Sergio Mattarella ha messo in guardia il presidente del consiglio: “Non badate ai decimali, o dopo pagheremo di più”. LA STAMPA, in un articolo di Fabio Martini rivela che uno dei punti di compromesso individuati dal Quirinale è stata la famosa Quota 100 in materia pensionistica, che slitterebbe al 1° ottobre del 2019: “La partita non è ancora chiusa – si legge sul quotidiano piemontese – ma adesso la meta è più vicina”. IL MESSAGGERO, a firma dell’inviato a Bruxelles Marco Conti, parla senza mezzi termini di “vittoria del Colle”. Decisivi sarebbero stati, secondo il quotidiano della Capitale, i timori per i mercati.
IL GIORNALE fa le pulci alle nuove Camere insediatesi dopo il voto del 4 marzo. In un articolo di Pasquale Napolitano, il quotidiano milanese parla di “Parlamento di scansafatiche: lavorano soltanto 50 minuti al giorno”. Secondo i dati riportati nell’articolo, finora le leggi approvate sono state solo due, e dall’insediamento ci sono state in tutto 67 sedute: una media di dieci al mese. Solo 90 gli onorevoli che sono risultati sempre presenti.
Politica interna: IL FOGLIO scrive, a firma del suo direttore Claudio Cerasa, che sta per nascere il partito di Carlo Calenda, l’ex ministro dello Sviluppo Economico che ha annunciato di non avere intenzione di scendere in campo alle Primarie Pd. Il quotidiano fondato da Giuliano Ferrara definisce l’ipotesi “una buona notizia”: “La prima e forse ultima manovra del cambiamento – scrive Cerasa – ha certificato l’esistenza di un grande spazio politico alternativo al governo e all’opposizione”. Quanto alla natura della nuova formazione, essa ricalcherebbe il “modello Uber”. Una sorta di partito-a-noleggio, insomma.
Sempre IL FOGLIO, infine, racconta la storia di Marcello Pittella, raggiunto in estate da un provvedimento cautelare e costretto a lasciare la carica di Presidente della Regione Basilicata. Qualche giorno fa, la Cassazione ha stabilito che quell’ordinanza era priva del presupposto essenziale che giustifica la limitazione della libertà: i cosiddetti gravi indizi di colpevolezza. Il quotidiano di Cerasa parla di “danni del giustizialismo”, e stavolta è veramente molto difficile dargli torto.