Divieto di uscire, De Luca proroga fino al 14 aprile

Emergenza coronavirus, il governatore prolunga gli effetti dell'ordinanza in vigore dal 13 marzo, in scadenza oggi. Concessi solo «spostamenti temporanei ed individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative per le attività consentite, ovvero per situazioni di necessità o motivi di salute»

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Il governatore De Luca nel mirino di Sinistra Italiana

Divieto di uscire di casa, De Luca firma la proroga fino al 14 aprile. In serata l’ordinanza per estendere il diktat di altri 20 giorni. In scadenza alla mezzanotte di oggi, le disposizioni erano in vigore dal 13 marzo. Unica eccezione, come prima, gli «spostamenti temporanei ed individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative per le attività consentite, ovvero per situazioni di necessità o motivi di salute». In caso contrario, scattano denuncia penale e “quarantena obbligatoria”, a prescindere. Secondo il provvedimento, ricorrono ancora estrema necessità e urgenza. «La situazione sussistente ad oggi sul territorio regionale – si legge nell’ordinanza del governatore – quale rappresentata dai report ufficiali
dell’Unità di Crisi regionale registra un numero di contagi, alla data del 24 marzo 2020, pari ad oltre n.1194 unità; gli studi epidemiologici pervenuti dall’Unità di Crisi dimostrano la sussistenza di un trend di crescita lineare dei pazienti positivi; con nota prot. 985 di data odierna l’Unità di Crisi ha segnalato che si rende necessario, anche in concomitanza con il ritorno di temperature rigide, protrarre le misure adottate con la citata ordinanza n.15/2020, al fine di minimizzare la possibilità di ulteriori, probabili, spread diffusivi del virus per almeno ulteriori 20 giorni». Almeno significa che, ad oggi, la Regione non può escludere altre proroghe. Con un’altra ordinanza, De Luca prolunga di 20 giorni anche lo stop a mercati e fiere. In mattinata, aveva lanciato l’allarme, in una lettera al premier Conte («Siamo a un passo dalla tragedia»). Un modo di sferzare il governo, accusato di non inviare le attrezzature ai presidi.