Un po’ alla volta i figli bisogna lasciarli andare.
Renderli autonomi e indipendenti è l’obiettivo finale del lavoro difficilissimo del genitore.
Renderli autonomi non solo nelle scelte ma anche nei piccoli gesti concreti di tutti i giorni.
Facciamo un esempio: lo sport.
Paola ha scelto in tutta libertà.
Vuoi fare scherma?
Scherma sia!
Io non ne so niente, mi limito ad accompagnarla, a fare due chiacchiere con le altre mamme, papà, nonni.
Quando la lezione finisce, lei viene fuori, io le chiedo se sia divertita, lei mi dice delle parate e roba del genere, io ascolto, con attenzione mutevole mentre in auto torniamo a casa.
Da qualche lezione, però, Paola ha iniziato a uscire un po’ in ritardo.
Arriva sempre di corsa e sorridente, ma dopo gli altri bambini, soprattutto dopo i maschietti.
Così mi sono affacciata e ho visto che, a fine lezione, Paola con altre bambine va nello spogliatoio.
Ora, siccome Paola arriva con una tuta e con delle scarpe e torna con quella tuta e con quelle scarpe, mi sono chiesta quale sia la necessità che la porta nello spogliatoio.
Evidentemente va a fare due chiacchiere, a socializzare con le altre bambine che invece hanno bisogno dello spogliatoio.
E mi sono venuti i dubbi: vuoi vedere che devo portarle una tuta o delle scarpe di ricambio? Vuoi vedere che mamme più attente di me, di quelle che calcolano la temperatura degli ambienti e come soffia il vento con un dito, hanno considerato che è opportuno farle cambiare per evitare i classici “colpi di freddo” che poi vogliono dire febbre, antipiretici, antibiotici e anti-weekend, anti-relax? Oppure, vuoi vedere che fanno la doccia in palestra e mia figlia, poverina, arriva, lei sola, senza accappatoio, senza shampoo, senza balsamo, senza crema per il corpo….!?
Si dovesse sentire una disadattata?
E poi, se gli altri fanno la doccia, è bene che anche Paola provveda da sola e in un contesto diverso dall’ambiente domestico all’igiene del proprio corpo.
Così, volendo capirci meglio, arrivate a casa, ho chiesto:
“Paola, nello spogliatoio della palestra ci sono anche le docce?”
“Sì, mamma!”
Ma che ci siano le docce non vuol dire che funzionino o che le usino…
Così le chiedo:
“E c’è chi fa la doccia?”
“Sì, mamma!”
Ed io, per essere più certa:
“Ma tu hai visto qualche tua amichetta farsi la doccia?”
E Sandra, interrompendo con tono di rimprovero:
“Ma, mamma, non lo sai che non si fa la spia quando qualcuno si fa la doccia?”.