Il libro di Corsale sull’angoscia

Franco G. Forte, Oscar Nicolaus e Francesco Piro presenteranno presso la Fondazione Napoli il libro dell'illustre e attivissimo maestro di sociologia

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L’ultimo libro del sociologo Massimo Corsale, docente per una lunga stagione nella nostra Università, prima degli insegnamenti alla “Sapienza” di Roma e all’Ateneo napoletano “Suor Orsola Benincasa”, ha per titolo Perdersi o ritrovarsi? Con sottotitolo esplicativo: Navigare (serenamente) nella nostra angoscia quotidiana. Ed. oèdipus. Ora, superata bellamente la barriera degli Ottanta, Corsale è tornato a vivere a Salerno, “in compagnia” di assai feconda operatività.
Perdersi o ritrovarsi? è stato presentato mercoledì 16 gennaio a Napoli, Palazzo Reale, presso la Fondazione Premio Napoli, da Francesco Piro e Oscar Nicolaus. Ha introdotto i lavori Domenico Ciruzzi, Presidente della Fondazione, moderatore Francesco G. Forte (editore).
La sociologia di Corsale (Napoli, 1935) è sempre stata connotata da forti interessi filosofici. Tra le sue pubblicazioni, Un autobus per Utopia: beni culturali, cultura, controcultura (Roma 1975), Certezza del diritto e crisi di legittimità (Milano 1979), Partecipazione e istituzioni (ivi 1985), Il governo del disagio: l’esperienza del progetto-giovani a Napoli negli anni ’80 (Napoli 1993, con altri), Salomone a Babele: Famiglia, servizi e giustizia…(ivi 1996, con altri), L’autunno del Leviatano: legame sociale, norme e democrazia nella società plurale (ivi 1998), L’attore sociale e la principessa Turandot: senso, identità, verità (Torino 2010).
A proposito della sua ultima opera, può essere utile citarne un brano introduttivo: «È possibile vivere serenamente l’angoscia? Non è contraddittorio? […] Kierkegaard ci dice che l’angoscia è la vertigine che proviamo di fronte all’abisso delle possibilità, e quindi alla responsabilità che ci spetta di dover scegliere fra alternative di cui non siamo in grado di prevedere le conseguenze più rilevanti; e che essa deriverebbe dal peccato originale, evento simbolico da cui trarrebbero origine tutti i mali che affliggono la specie umana.
E quindi l’angoscia sarebbe parte del destino di tutte le generazioni: il libro perciò ricostruisce, rifacendosi a un approccio fenomenologico radicale, gli sforzi compiuti nel passato in occidente per tenerla sotto controllo; e l’itinerario si conclude affrontandone la fenomenologia nell’attuale società postindustriale e globalizzata, in cui risultano inefficaci gli antidoti già conosciuti (religione, politica, scienza e tecnica, benessere economico). Per poterla affrontare oggi con una certa serenità, la proposta è una rilettura dello slogan “il privato è politico”: non più per affermare il primato della politica ma per riconoscere al privato un’irriducibile valenza politica. E in questa prospettiva anche l’esigenza di spiritualità (oggi tanto diffusa ma spesso soddisfatta in maniera superficiale ed eclettica) può dare il suo contributo attraverso una religiosità coerente con lo spirito della nostra “città secolare”»
In una lunga disamina dei temi di Corsale, a partire da quest’ultima pubblicazione, Erica Antonini su Sociologia (I.2018, pp. 173ss. ) annota, tra l’altro: «Con ampi riferimenti alle posizioni di autori classici e contemporanei, nonché con una forte ibridazione tra filosofia, sociologia e diritto, le opere di Corsale affrontano temi di indiscussa rilevanza, offrendone letture particolarmente innovative. La chiarezza espositiva che da sempre contraddistingue lo stile dell’autore, l’attitudine creativa (…) valorizzano ulteriormente un approccio ricco di suggestioni, prezioso soprattutto nella indicazione metodologica che ne è alla base: l’impossibilitò di studiare i processi di costruzione dell’identità e le complesse dinamiche all’origine dell’azione individuale (…)».