Donne nel mirino, che orrore

Ancora barbarie: a Salerno, in periferia, un uomo con precedenti per stalking accoltella l'ex compagna, che versa in gravissime condizioni

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Ancora una violenza contro una donna. Ancora una barbarie. Questa volta è accaduto alla  periferia di Salerno. Una donna di 38 anni è stata ridotta in fin di vita con delle coltellate per mano del suo ex compagno.
Prima di tutto, speriamo che sopravviva senza danni gravi. Speriamo che questa donna possa uscire da tale esperienza e possa uscirne bene, in salute. Purtroppo, assalti, violenze, minacce, femminicidi e tentativi di uccisione ai danni di donne sono all’ordine del giorno. E l’area urbana di Salerno non fa, ovviamente, eccezione a questo andamento.
Dalle prime notizie sappiamo che l’uomo che ha tentato l’omicidio aveva precedenti per stalking, cioè per persecuzione contro delle donne. È una dinamica consolidata anche questa. Quella di uomini che vivono dentro relazioni violente e a queste vogliono per forza ricondurre le loro compagne. Possesso, violenza, costrizione, paura: è questo il clima nel quale, poi, ci si ritrova a sopravvivere, quel clima che, a volte, alcuni, colpevolmente, chiamano, con superficialità, gelosia. Un clima che soffoca, blocca. E che quando viene rotto, dal coraggio di donne che vanno via, che hanno la forza di interrompere legami distruttivi, rischia di trasformarsi in un nuovo tipo di incubo, fino al dramma dell’uccisione.
Per troppe persone le relazioni di amore continuano ad essere vissute in una logica di forza e dominio, di potere e possesso, come in un rapporto con delle cose, con degli oggetti, con qualcosa che gli è dovuto. Per troppe persone l’amore continua ad essere un gioco di sopraffazione. Una lotta per il dominio. E per troppe donne questo codice diventa rovinoso. Fino a poterne morire.
La liberazione dalla violenza richiede una ridefinizione profonda dell’amore. E comporta la necessità di cancellare l’associazione tra i concetti di possesso, gelosia e controllo e quello di amore. Non c’è amore dove c’è controllo. Non c’è amore dove c’è possesso. Ossessione, dominio, maltrattamento sono la negazione dell’amore, perché sono la cancellazione dell’altro. L’amore è affermazione, non disconoscimento. E questa negazione, per troppe donne, in una società ancora con forti tratti patriarcali, significa troppe volte negazione radicale, fino alla morte.
Stiamo vicini alla donna in fin di vita. E speriamo di poterla salutare e abbracciare presto.