Dopo l’esclusione di Genk esplode il caso Insigne

Il capitano, spedito in tribuna da Ancelotti nella gara di Champions, non l'ha presa bene. Ma il diesse Giuntoli getta acqua sul fuoco

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Il mercoledì di Champions riporta il Napoli con i piedi sulla terra, dopo la splendida vittoria all’esordio al San Paolo contro il Liverpool. In casa del modesto Genk, preso a pallonate dal Salisburgo nel primo match del girone, gli azzurri non vanno oltre lo 0-0. Ad onor di cronaca i partenopeo hanno creato almeno cinque palle gol limpidissime, colpendo anche un palo con Callejon e due traverse con Milik. Le altre due occasioni sono capitate sui piedi di Koulibaly, che si è visto respingere sulla linea da un difensore belga una conclusione a botta sicura e a Mertens entrato nella ripresa. Critiche per la squadra, soprattutto all’indirizzo di alcuni elementi, su tutti Lozano Fabian Ruiz ed Allan, oltre a Milik sprecone sotto porta, per la prestazione sottotono. Non esente da giudizi negati anche Carlo Ancelotti, reo di aver forzato ancora una volta la mano con il turnover. E alcune scelte del tecnico azzurro hanno fatto scoppiare il primo caso della stagione. L’esclusione di Insigne, spedito in tribuna ieri sera, ha aperto una serie di considerazioni anche alla luce del pareggio deludente. Il Ds Giuntoli ha cercato di minimizzare l’accaduto, intervisto da Sky prima della gara con il Genk. “Insigne in tribuna? Onestamente tutto questo scalpore non deve esserci. Abbiamo una rosa di ottimi calciatori. La regola dei 18 giocatori un po’ ci condanna, abbiamo tanti ragazzi che possono e vorrebbero giocare. Ancelotti ha scelto una squadra più accorta, con un centrocampo più robusto. E in panchina ha optato per due attaccanti puri: uno fisico e uno brevilineo come Mertens. Scelta tecnica, tattica, niente di che. A testimonianza di una rosa molto valida. Come l’ha presa Insigne? E’ tranquillo”. Dichiarazioni che buttano acqua sul fuoco, un fuoco che sembra si sia già acceso martedì pomeriggio al termine della rifinitura, con Insigne che è stato il primo ad abbandonare il campo scuro in volto. Il capitano probabilmente aveva già intuito le scelte di Ancelotti, e come si può immaginare non ha preso bene la cosa. Ora a quattro giorni dalla delicata trasferta di Torino in campionato, bisognerà ricostruire l’autostima di questo calciatore, e di tutto il resto della squadra, per evitare di perdere ulteriore terreno in classifica, e sfruttare lo scontro diretto di Milano tra Inter e Juventus.