Doppio colpo per la Ginnastica Salerno

Il club salernitano ha conquistato il secondo scudetto consecutivo con la squadra di artistica maschile e la promozione in massima serie con la squadra femminile. Festeggiamenti l'11 maggio al palazzetto AcquaSport

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Doppio “colpo” per Ginnastica Salerno, che conquista il secondo scudetto consecutivo con la squadra di artistica maschile e la promozione in massima serie con la squadra femminile. Al Nelson Mandela Forum di Firenze, il capitano Tommaso De Vecchis, Gianmarco Di Cerbo, Carlo Salsedo, Salvatore Maresca, Alessio Ventura e il nazionale Nicola Bartolini, allenati da Daniel Popescu e Valerio Darino, si laureano per la seconda volta consecutiva campioni d’Italia. I ragazzi di Ginnastica Salerno si distinguono in tutte le tappe, dopo aver vinto al PalaYamamay di Busto Arsizio e al Kioene Arena di Padova, salgono sul primo gradino del podio anche a Firenze. Da segnalare, al Nelson Mandela Forum, pure la prova di Nicola Bartolini, che nel corpo libero, ottiene 15.200, il massimo punteggio in gara. L’eccezionale stagione dei portacolori di Ginnastica Salerno si conclude pure con la promozione in A/1 della squadra femminile composta da Emily Armi, Varvara Batalova, Giulia Paglia, Andrea Noemi Toscano, Chiara Barzasi e Ilaria Tini, guidate dai tecnici Massimo Gallina e Francesca Di Cerbo. Le ginnaste, care al presidente Juliana Sulce, vincono il titolo di serie A/2, salendo sul primo gradino del podio, totalizzando 439,759 punti, lasciandosi alle spalle l’Audace, seconda con 437,450 e la Fanfulla 1874, terza, con 436,450. Grandissima soddisfazione per la Sulce, il presidente onorario Carmen Guarino, il direttore tecnico Antonello Di Cerbo e l’intero staff di Ginnastica Salerno.
“Sono veramente soddisfatto – il commento di Antonello Di Cerbo – è qualcosa di unico e straordinario: vincere lo scudetto per il secondo anno consecutivo con la maschile, senza lo straniero e con due esordienti “minorenni”, venire promossi in A/1 con la femminile, dopo aver vinto tre campionati consecutivi. A questo si aggiunge il “ritorno” dei tuoi atleti in Nazionale e la possibilità di contare su strutture all’avanguardia. Tre anni fa, poi, abbiamo inserito, primi in Italia, il professionismo, perché convinti che una passione diventa lavoro con 36 ore settimanali e si deve prevedere che venga corrisposto uno stipendio a fine mese. Come nella vita, pure nello sport, nessuno ti regala niente, solo il lavoro paga e pagherà sempre. Io penso che questa sia l’unica strada giusta per salvare il nostro sport. Sono convinto che è solo l’inizio di una grande storia e festeggeremo questi splendidi risultati con una festa, il prossimo 11 maggio, con inizio ore 20.30, al palazzetto AcquaSport.”