Dragaggio porto, i dubbi della commissione ecomafie

L'inquinamento dei fondali non risulta aumentato dal 2004 a oggi ma - ha detto Vignaroli a margine delle audizioni in Prefettura - «Rimaniamo un po' perplessi sul fatto che le caratterizzazioni del 2004 e quelle attuali siano le stesse e non c'è stato nessun aumento di inquinamento». Preannunciata una indagine sulla depurazione delle acque nel Salernitano

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Il porto di Salerno

Fondali del porto di Salerno, dal 2004 ad oggi l’inquinamento non risulta aumentato, ma la commissione ecomafie esprime dubbi. E il presidente dell’organo parlamentare, Stefano Vignaroli, annuncia indagini anche sulla depurazione delle acque, in tutta la provincia. Sono alcuni dettagli appresi a margine di audizioni, tenute questa mattina in Prefettura. Ieri e oggi la commissione era in missione a in Campania, per effettuare sopralluoghi su alcuni temi d’inchiesta. Tra questi, traffici illeciti di abiti usati, incendi in impianti di rifiuti, traffici transfrontalieri e dragaggio dei porti. Proprio sul nodo dragaggio era imperniata la visita nello scalo portuale. «Siamo venuti ieri – spiega il pentastellato Vignaroli – per due filoni di inchiesta che attengono la nostra Commissione, circa la gestione degli abiti usati e stiamo iniziando ad analizzare la situazione del dragaggio nei porti in Italia. Stiamo capendo se le procedure in atto sono regolari e come si stanno applicando in pratica». Quindi le presunte anomalie emerse durante il sopralluogo. «Salerno – spiega il presidente della commissione – ha avuto uno solo dragaggio nel 2004, è giusto che venga effettuato per aumentare i fondali. Rimaniamo un po’ perplessi sul fatto che le caratterizzazioni del 2004 e quelle attuali siano le stesse e non c’è stato nessun aumento di inquinamento. Stiamo comunque acquisendo gli atti, faremo una relazione finale quando avremo tutte le informazioni». Tra le persone audite, il comandante della Capitaneria di porto, Giuseppe Menna e il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centrale, Pietro Spirito. Secondo una nota della commissione, Spirito «ha riferito in merito alle attività di dragaggio del porto, che dovrebbe svolgersi tra il novembre e il marzo prossimi». Nelle parole del presidente dell’autorità portuale, obiettivo «è aumentare la competitività del porto attraverso un aumento dei pescaggi, al momento compresi tra 6,70 a 11,80 metri, per consentire a imbarcazioni più grandi di entrare in porto». Inoltre, il «materiale di escavazione del dragaggio verrà reimmerso in mare in un’area a 8 miglia nautiche dalla costa, per un raggio di 2,5 miglia nautiche». Menna, invece «ha fornito informazioni sul lavoro della Capitaneria di porto nell’ambito dell’attività di dragaggio: la Capitaneria ha il compito di controllare che l’opera sia compatibile con la struttura portuale di riferimento e poi, durante l’esecuzione, che rispetti i requisiti di compatibilità ambientale». Ma c’è un altro capitolo possibile. Vignaroli anticipa che «sul territorio salernitano, in merito alla depurazione delle acque, non abbiamo ancora indagato. Lo faremo prossimamente».