Potrebbero essere due (o forse più) ragazzi minorenni i responsabili della tragedia di Sarno, che ha devastato la collina con gravissimi danni alla cittadinanza e all’equilibrio ecologico dell’area. Sarebbero in corso numerose perquisizioni domiciliari in paese ma le indagini sono contraddistinte da un ampio riserbo.
Ieri sera è andata a fuoco la collina che abbraccia il comune e sono tuttora ancora 200 le persone evacuate per prudenza. Il sindaco di Sarno Canfora ha disposto la chiusura delle scuole e annullato anche tutte le manifestazioni culturali previste per la giornata di oggi.
Fiamme alte, per l’intera notte. Aria irrespirabile in tutto il territorio comunale. Fumo disperso fino all’area vesuviana. Ci sono famiglie da evacuare.
E case in pericolo. E la rabbia di chi da anni, troppi anni, vede questa zona d’Italia sotto
attacco di criminalità organizzata, speculatori, corruttori.
Ovviamente, non si hanno ancora notizie certe sulle indagini, ma una svolta nelle ultime ore si sarebbe verificata. Il fuoco, d’altra parte, non divampa mai da sé ma sono in genere forti interessi economici, diretti o indiretti, che lo fanno divampare. E si sa anche che più il fuoco è distruttivo e più soldi riuscirà a far muovere. Ed infatti, è del tutto non casuale l’orario pomeridiano di questo incendio in concomitanza con una giornata di
forte vento. Bisognerà ora accertare i danni e seguire ciò che accadrà a Sarno. Gli ultimi giorni dell’estate sono stati di devastazione del verde anche  nella Valle dell’Irno e a Castel
San Giorgio ma anche a Battipaglia ed Avellino, sebbene con fiamme di natura diversa.
Fermare l’economia del fuoco continua ad essere una delle principali priorità del territorio
salernitano. Evidentemente, il codice penale non basta. È necessaria la politica. Sono
necessarie politiche adeguate che mettano fine all’economia del fuoco. A partire dalla de-
privatizzazione totale dei servizi di spegnimento degli incendi.

Foto di Massimiliano Tresca

2 Commenti

Comments are closed.