E il dio mercato trasformò Handanovic in 漢達諾維奇

Il Capodanno cinese ha indotto l'Inter a tradurre sulle maglie i nomi dei calciatori nella più nota lingua asiatica, segno di una forte "devozione" alla proprietà e allo sponsor

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“La Cina è vicina” titolo di un libro di Enrico Emanuelli del 1957, ripreso poi per un film diretto da Marco Bellocchio dieci anni dopo. Tanto vicina è la Cina, oggi, che si contano a centinaia le attività commerciali asiatiche che nelle varie città hanno soppiantato i negozi tradizionali vendendo di tutto a prezzi concorrenziali; ma a questo siamo abituati da tempo.
Costo del lavoro bassissimo, qualità indefinibile; ma il mercato è pur sempre mercato anche se il commercio tradizionale di prodotti nazionali langue nei confronti dei prodotti cinesi. Quello a cui non eravamo ancora abituati, ecco la vera novità, è vedere l’immagine dei calciatori dell’Inter che, fedeli interpreti di una logica di mercato, con patron asiatico, sul retro delle loro magliette di gioco hanno impresso i loro nomi in caratteri cinesi, indecifrabili per gli spettatori italiani.

Samir Handanovič, portiere dell’Inter

Hanno cominciato con lo sponsor, canonicamente cinese, all’Inter ma non è bastato. Ci voleva qualcosa di più forte; ed ecco i nomi sulle magliette in carattere cinese tradizionale. Non li individuate? e chi se ne frega…
Cosa aggiungere: meno male che oramai i calciatori si conoscono tra loro da un bel po’. Immaginate solo per un momento che ci fossero stati all’ultimo momento un paio di nuovi innesti in squadra; come si sarebbe chiamati e intesi dopo aver dato un’occhiata fugace alla scritta sulla maglia?
Solo come dato statistico: I nomi dei calciatori sulle rispettive maglie fecero la loro apparizione oltre venti anni fa, nel 1995, probabilmente per un motivo poco nobile: per vendere cioè più maglie personalizzate. Oggi, per un motivo ancora meno nobile, in ossequio a sponsor asiatici, devono sottostare al Dio danaro.