Eboli, Sos per S. Maria di Loreto

Il sindaco Cariello ha chiesto alla Soprintendenza di poter mettere in sicurezza e ripristinare lo storico edificio che conserva dipinti e affreschi databili dal 1530 in poi, fino al Seicento

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Intervento del sindaco Cariello per salvare la chiesa della Madonna di Loreto gravemente danneggiata

La tutela e la conservazione dei beni culturali è garantita dalla nostra Carta costituzionale e in quanto tale ogni cittadino ha il compito di rispettarla e di farla rispettare, per legge. Nasce dall’Articolo 9 una disposizione imperativa che impegna tutti alla difesa di un patrimonio che non può né deve essere dilapidato in maniera scriteriata e scellerata. Lo abbiamo ereditato e dobbiamo trasmetterlo alle generazioni future: non ci appartiene in senso privatistico e personale perché appartiene alla civiltà, alla storia. Abbiamo l’obbligo di garantirne la sopravvivenza, non di farne ciò che vogliamo. Sbaglia chi crede di poter gestire a proprio piacimento beni culturali, anche di natura ecclesiastica, che appartengono invece a tutti.
A Eboli, sulla strada che porta a Olevano sul Tusciano, vi è la chiesetta di Santa Maria di Loreto, detta anche S. Maria “de Reto”, un edificio che conserva dipinti, affreschi databili dal 1530 in poi, fino al Seicento. Sul portale, in un’edicola votiva, vi sono i resti di un affresco rappresentante la Vergine del Carmelo, come ci informa Carmine Tavarone, oggi quasi totalmente ridotto a poco più che qualche ombra. All’interno vi sono affreschi dei quali uno raffigurante la Trinità, presumibilmente del 1577. Si presenta come una sorta di polittico dipinto, ne simula la forma, vi sono raffigurati anche diversi santi, Paolo, Pietro, Antonio di Padova, Bernardino. I dipinti murali sono stati oggetto, in passato, di interventi di restauro conservativo. Oggi la chiesa versa in uno stato d’inammissibile abbandono. L’ala posta alla destra dell’ingresso manca completamente della copertura del tetto. L’acqua piovana può, per infliltrazione, danneggiare le pareti stesse della chiesa e rovinare irrimediabilmente i dipinti murali che vi sono contenuti, vanificando del tutto i lavori di restauro precedenti. Non sappiamo in quali condizioni versano queste testimonianze pittoriche. La chiesa è chiusa al culto da anni e nessuno sembra curarsene. Ci sono stati vari interventi sulla stampa nel corso dell’ultimo anno per tentare di sollecitare l’opinione pubblica e i responsabili della vita religiosa e pubblica della città a dare una soluzione a questo inconcepibile abbandono dell’edificio sacro, incardinato alla Collegiata di S. Maria della Pietà. Il sindaco Cariello, come stabilito in una recente riunione svoltasi in Comune, in accordo con l’assessore Angela Lamonica, ha inviato in data 28 marzo 2019, Prot. n. 15068, una lettera con la richiesta di autorizzazione per la messa in sicurezza e ripristino della chiesa di Santa Maria di Loreto, indirizzata alla Soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino, all’Ufficio Edilizia di Culto e Beni Culturali della Curia Arcivescovile di Salerno, al parroco della Collegiata di S. Maria della Pietà e per conoscenza a chi scrive, in qualità di ispettore onorario per i beni storico-artistici della Provincia di Salerno. In precedenza anche due cittadini ebolitani, Raffaele Ciaglia e Claudio De Nigris, innamorati della propria città, si erano offerti gratuitamente, volontariamente, di collaborare con il proprio lavoro al ripristino di questo bene. Purtroppo non sono stati presi in considerazione dagli organi che detengono la proprietà di questo bene culturale. Un vero peccato. Al momento non si può che sperare in questa nuovissima iniziativa del sindaco.