La Campania è ancora maglia nera dei crimini ambientali, e sono 25 anni consecutivi. E in provincia di Salerno scatta l’allarme incendi: è prima nella regione e quarta in Italia. I verdetti arrivano dal rapporto “Ecomafia 2019. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia”, pubblicato da Legambiente. Cemento e rifiuti illegali, peraltro, vedono crescere i reati in tutta Italia. Calano dell’11%, invece, gli illeciti ambientali complessivi. «Ma per una ragione specifica: il crollo del numero degli incendi boschivi, che – avverte Legambiente – avevano raggiunto livelli record in un anno davvero horribilis per il nostro patrimonio forestale». La provincia con più infrazioni si conferma Napoli (1.360), seguita da Roma (1.037), Bari (711), Palermo (671) e Avellino (667). «Considerando l’arco temporale dal 1997 al 2018 – aggiunge il rapporto – i reati ambientali accertati in Campania sono diventati 93.792 con 77.439 persone denunciate o arrestate e 26.151 sequestri effettuati». E inoltre, la corruzione resta lo strumento principe per aggirare le regole a tutela dell’ambiente. Dal 1° gennaio 2010 al 31 maggio 2019 sono 76 le inchieste censite da Legambiente, con 638 persone denunciate e 523 arrestate e 87 sequestri effettuati. «I numeri e le storie raccolte nel rapporto Ecomafia 2019 – commenta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – dimostrano inequivocabilmente che le mafie continuano a essere una minaccia per l’ambiente e gli ecosistemi avvalendosi spesso di una rete organizzata di professionisti, colletti bianchi e  pubblici dipendenti infedeli avvinti dalla corruzione. È urgente affiancare alla risposta giudiziaria, che in questi anni ha portato dei buoni risultati, una risposta politica-istituzionale ancora troppo carente».

Rifiuti. Nel 2018 la Campania rimane saldamente la capitale del traffico illecito di rifiuti: 1.589 infrazioni accertate (il 19,9 sul totale italiano) 1.688 persone denunciate, 20 arresti e 887 sequestri effettuati. Salerno è la sesta provincia italiana (138 infrazioni accertate), in una graduatoria monopolizzata da questa regione. Napoli è prima a livello nazionale, con 454 infrazioni 497 persone denunciate o arrestate e 354 sequestri. Avellino è quarta (186 infrazioni accertate) e Caserta quinta (142).
Cemento. L’altro vulnus, ormai cronico, proviene dal cemento fuorilegge. «Il cemento, il movimento terra e gli appalti – si legge nel rapporto – continuano a rivelarsi una straordinaria “lavanderia” per riciclare soldi». L’anno scorso la Campania colleziona 1.169 infrazioni (17,8% del totale), 1.677 denunce ma un solo arresto, a fronte di 308 sequestri. Anche qui c’è il record nazionale di illegalità. Salerno è la quarta provincia italia (243 infrazioni). La prima è Avellino, le cui 408 infrazioni superano anche Napoli (317).
Incendi. Salerno (77 infrazioni) è la peggior provincia campana, e la quarta in Italia, per gli incendi. Nell’area salernitana mancano i risultati positivi di Napoli e Caserta, frutto dell’azione di contrasto, dopo l’emergenza nella Terra dei fuochi (-25% di roghi). «In particolare – specifica l’indagine-, in provincia di Napoli vi sono stati oltre 317 roghi in meno rispetto al 2017, mentre in provincia di Caserta gli interventi dei Vigili del fuoco sono stati 150 in meno». La Campania è la quinta regione (162 infrazioni, pari all’8%).
Animali. Salerno è 20esima nella classifica provinciale  dell’illegalità contro la fauna sulla terraferma e a mare: gli illeciti sono 114. Nella graduatoria delle regioni, la Campania è quinta (579 infrazioni, 517 denunce, 3 arresti e 244 arresti).

Archeomafia. C’è un altro settore criminale, in cui la Campania registra un preoccupante primato: l’archeomafia. Parliamo di scavi clandestini, razzie nei siti archeologici, traffico illegale di opere d’arte. Un grande business delle organizzazioni criminali. Nel 2018, in Campania, i dati delle forze dell’ordine attestano 112 furti d’opere d’arte (16,6% del totale).