Elezioni condizionate da clan, arrestato ex sindaco di Capua

Il provvedimento restrittivo è il risultato di una prolungata attività investigativa, avviata nell’anno 2015 anche con l’ausilio di attività tecniche e terminata nel luglio 2018, corroborata da dichiarazioni di importanti collaboratori di giustizia

0
450

L’ex sindaco di Capua, Carmine Antropoli, chirurgo al Cardarelli di Napoli, è stato arrestato per il reato di concorso esterno in associazione di tipo mafioso. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito l’arresto nell’ambito di un’indagine della Dda di Napoli, che avrebbe accertato il condizionamento da parte del clan guidato da Michele Zagaria delle elezioni comunali di Capua del 2016: a quelle elezioni Antropoli non si candidò perché era stato sindaco per due consiliature dal 2006 al 2016, ma fece candidare un proprio fedelissimo, Giuseppe Chillemi, che non fu eletto.
Antropoli è molto apprezzato negli ambienti medici: la sua esperienza gli ha anche consentito di sviluppare e brevettare un farmaco ritenuto efficace per il trattamento di patologie proctologiche. Nell’ambiente di lavoro Antropoli viene ritenuta una persona estremamente disponibile, un serio professionista e un efficace chirurgo.
Con Antropoli è finito in carcere anche l’imprenditore Francesco Zagaria, a viene contestata l’associazione mafiosa in quanto ritenuto uomo di riferimento del boss. L’imprenditore, attivo nell’edilizia e nel settore caseario, è originario di Casapesenna ma si è trasferito nel territorio capuano da tempo.
Il provvedimento restrittivo è il risultato di una prolungata attività investigativa, avviata nell’anno 2015 anche con l’ausilio di attività tecniche e terminata nel luglio 2018, corroborata da dichiarazioni di importanti collaboratori di giustizia. Secondo gli inquirenti il clan dei casalesi avrebbe condizionato lo svolgimento delle elezioni amministrative e secondo quanto emerso, Antropoli, all’interno del suo studio medico, con percosse e intimidazioni di Zagaria, avrebbe indotto un avversario politico a ritirare la candidatura alla carica di consigliere comunale. Inoltre, l’ex sindaco è risultato gravemente indiziato di avere stretto un patto con Zagaria e con Martino Mezzero (altro affiliato al clan dei Casalesi) per assicurare dei voti a altro candidato, pure appartenente al gruppo politico di Antropoli. L’imprenditore capuano, meglio noto come ‘Ciccio ‘e Brezza’ e ‘sentenza’, già oggetto nell’anno 2017 di un provvedimento cautelare in carcere per concorso esterno in associazione di tipo mafioso e intestazione fittizia di beni nonché di un provvedimento di sequestro preventivo di due società a lui riconducibili, operanti nel settore dell’edilizia e in quello caseario, ha assunto ruolo di elemento apicale del clan dei casalesi – fazione Zagaria – tanto da godere di incondizionata fiducia da parte del capo del clan Michele Zagaria, il quale lo impiegò con funzioni di ausilio nell’esecuzione del duplice omicidio di Sebastiano Caterino e Umberto De Falco, commesso a S. Maria Capua Vetere nel 2003.