Elezioni degli avvocati a Salerno, è una soap opera

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Ostinati gli uscenti contra una decisione della Cassazione che vieta il secondo mandato

Catania ovvero la cassazione. La soap opera elettorale prosegue, con la nuova puntata che solletica gli avvocati e non solo.
Superata la crisi di riso dopo il formidabile incipit di un articoletto de Il Mattino di Salerno, bruciante come una freddura e che merita essere citato “Arriva da Catania il via libera alla candidatura di Montera” mi son dedicata al resto della notizia.

Il presidente uscente degli avvocati salernitani Americo Montera

Le righe successive mi hanno rivelato che la commissione elettorale insediatasi per le elezioni dei consiglieri dell’ordine di Catania ha affidato ad un professore avvocato, il Cariola, la redazione di un parere.
L’oggetto del parere preventivamente richiesto, in poche parole, è il seguente: premesso che una sentenza a sezioni unite della suprema corte cassazione ha recentemente stabilito sulla questione del divieto del doppio mandato, i commissari elettorali che vigilano sulle elezioni degli avvocati possono ignorare la sentenza ammettendo alla competizione elettorale candidati con due mandati già espletati come consiglieri?”
La risposta del professore, affidata a oltre una dozzina di pagine scritte fitte è stata:
sì, parola mia, parere mio, la Cassazione sbaglia di grosso, forse pure in malafede.
La sentenza a sezioni unite è sbagliata e quindi, ci si può discostare da quanto un collegio di giudici di legittimità ha scritto.
E questo, effettivamente, è in linea con la lotta aperta del Presidente Montera contro quella pronunzia che “non essendo scritta bene” non è giusta (come egli ebbe a dichiarare candidandosi).

Carmen Piscitelli

Le lotte feconde mi sono sempre piaciute, il cavalcare l’idea, vincere anche la giurisprudenza e i suoi orientamenti è il quotidiano lavoro di un avvocato: al presidente Montera, ora che ho compreso il suo principio, va la mia solidarietà e un in bocca al lupo per portare avanti la sua tesi, per il suo concetto di legalità che pur non essendo il mio, fondato su cose che evidentemente altri reputano trascurabili e oziose, continuerò a difendere.
Ma giacché il Presidente Montera attualmente rappresenta fedelmente quelli che lo vollero (più e più volte) alla guida degli avvocati di Salerno, è del tutto pertinente e coerente la sua tranquillità: la cronaca riporta che egli è sereno perché non ci saranno ricorsi avverso le candidature o le proclamazioni di qualche ineleggibile.
Son certa che la commissione elettorale che si insedierà a Salerno (mi auguro il prima possibile per avere finalmente contezza dei candidati) non avrà neppure bisogno dell’argenteo parere di un professore.
I ricorsi ci saranno perché – rubando le parole di Norberto Bobbio – dopo L’ Età dei Diritti (la sua celebre raccolta di riflessioni iniziata già negli anni ‘50) ci vorrebbe l’età dei doveri.
Ed è dovere della avvocatura che si propone come alternativa e costruttiva, non politica, non ideologizzata presentare quei ricorsi che il presidente Montera, con offensiva serenità agli ingegni e alle donne e agli uomini che si sono candidati, ritiene che non ci saranno.
Provocare i titoli violenti che piacciono a certa cronaca locale è deleterio per la competizione: le candidature cosiddette contro sono candidature vuote, sono povere se non prive di idee e alzano solo cortine fumogene sui contenuti alimentando questa grottesca commedia dell’arte.
Cosa propone il Presidente Montera? Cosa risponde a quei colleghi che si lamentano ogni giorno delle difficoltà e dell’inerzia dell’istituzione ordinistica? Cosa propone l’amico Oreste Agosto sui servizi offerti dalla volontaria giurisdizione o sui tempi di liquidazione del patrocinio a spese dello stato?

(1 continua)

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