Domani 3 luglio e dopodomani 4 si rivota all’Università di Salerno per l’elezione del rettore. Nel secondo turno, vince da protocollo chi ottiene la maggioranza assoluta dei votanti (e non più degli aventi diritto al voto). In pratica, però, questa tornata è una sorta di ballottaggio anticipato, perché tre dei candidati (Aprea, Sibilio e Tortora) hanno proposto un accordo di governance molto articolato, che prevede il voto a Maurizio Sibilio come rettore nel quadro di un accordo che vedrà, in caso di vittoria, Aprea prorettore e la professoressa Tortora nella funzione di delegata alla ricerca. Restano in posizione autonoma gli altri due candidati, il professore Loia (ottenne nel primo turno 466 voti, risultando il più votato) e il professore Capunzo, che raccolse pochi voti di preferenza, 39 per la precisione.

Il professor Vincenzo Loia (primo da destra) con il rettore Tommasetti (alla sua sinistra) nel corso di un viaggio di studi negli Stati Uniti

La novità della campagna elettorale è costituita proprio dall’accordo di governance, che ha proposto, all’indomani del primo turno, una piattaforma unitaria forte del 60% dei consensi, che indica alcune posizioni unitarie in termini di discontinuità rispetto alla gestione Tommasetti, pur nel rispetto delle posizioni individuali, culturali e ideologiche dei singoli componenti. Da parte del candidato Loia non vi è stata alcuna posizione né critica né antagonista rispetto alla proposta della maggioranza costituitasi intorno all’ipotesi gestionale condivisa, dal momento che il direttore del Dipartimento di Scienze ambientali ha preferito riproporre, in una lettera molto stringata agli elettori, i temi già indicati nella sua campagna elettorale.

Il professore Maurizio Sibilio, candidato alla carica di Rettore dell’Università di Salerno come espressione di una piattaforma ampia, che coinvolge gli altri candidati Aprea (sarà prorettore) e Tortora (responsabile della ricerca)

Il dato da decodificare è proprio la dichiarazione di Loia – la sua candidatura è espressione del rettore uscente Tommasetti o, comunque, la candidatura a lui più gradita – nella quale il docente ha quasi negato la sua vicinanza al Magnifico: «È soltanto uno dei miei 466 elettori», ha affermato in un’intervista rilasciata a Gianmaria Roberti di SalernoSera. Una posizione apparsa difensiva, che non ha contribuito a fare chiarezza soprattutto sulla ipotizzabile continuità del suo eventuale rettorato; il che rappresenta un dato non da poco, soprattutto alla luce delle recenti scelte di Tommasetti, candidato non eletto, da rettore in carica, per la Lega alla Europee e intenzionato a continuare la sua battaglia politica per una forza parlamentare schierata per l’autonomia differenziata con conseguente possibile riflesso sulla regionalizzazione anche delle istituzioni accademiche.
Ad ogni modo, la parola passa alle urne e ogni discussione, che avrebbe potuto arricchire lo spessore democratico della elezione, dovrà essere necessariamente rinviata al dopo voto.