Enti salernitani spreconi. La Corte dei conti accusa

Danni erariali diffusi, i più gravi da parte dell'Asl Salerno (500mila euro) e del "Ruggi" (circa 700mila euro), ma sotto la lente dei giudici contabili c'è anche l'ipotesi di un illegittimo conferimento dell'incarico di direttore generale al segretario generale della comunità montana "Gelbison e Cervati"

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Corte dei conti della Campania, in provincia di Salerno sono diversi i procedimenti segnalati tra «i più rilevanti economicamente o – spiega il procuratore generale Michele Oricchio – sotto il profilo della negligenza». La scoperta nella conferenza stampa in procura, dove sono anticipati i contenuti della relazione 2018, da esporre all’inaugurazione dell’anno giudiziario del 28 febbraio.
Per la mancata applicazione delle norme relative alla riduzione della spesa, contestati al “Ruggi” danni erariali per più di 700mila euro

Enti salernitani nel mirino. Nella sintesi redatta dagli uffici, troviamo presunti danni erariali per mancata applicazione delle norme sulla riduzione della spesa, in materia sanitaria, in cui sono coinvolte pure l’Asl Salerno (danno ipotizzato 500.348,00 euro) e l’Azienda Ospedaliera Ruggi d’Aragona (764.380,00 euro); o la mancata acquisizione di un immobile abusivo al patrimonio del comune di Praiano. Ma anche la nomina a direttore generale della provincia di «soggetto privo dei requisiti di legge» (l’ex dg Bruno Di Nesta, ndr) e gli incarichi di consulenza legale del conservatorio Martucci ad un professionista esterno, «nonostante l’obbligo di servirsi dell’avvocatura erariale». E non si ferma, la lista delle vicende emblematiche. Sotto la lente dei magistrati contabili, c’è l’ipotesi di un illegittimo conferimento dell’incarico di direttore generale al segretario generale della comunità montana “Gelbison e Cervati”, «nonché ulteriore cumulo di incarichi retribuiti in violazione del principio dell’onnicomprensività della retribuzione». Ma oltre al parziale elenco, Oricchio parla a braccio, e si sofferma sulle opere pubbliche. Un atavico nodo gordiano, per le casse statali. Tra gli esempi ci infila l’osservatorio ornitologico nel comune di Centola («un mostro da oltre un milione di euro costruito in maniera abusiva»), l’ospedale di Agropoli («una struttura semichiusa»). E una costruzione che egli stesso si trova spesso davanti: la pista ciclabile Salerno-Paestum, la più lunga d’Europa, costata 12 milioni ma  «mai finita ed in stato di totale abbandono».

Gravi atti d’accusa nei confronti di enti salernitani ritenuti spreconi dalla Corte dei conti

Giustizia lumaca e nodo rifiuti. E preoccupa la lentezza della macchina giudiziaria, anche nel distretto della corte d’appello di Salerno. «Ci sono in Campania – denuncia Oricchio -ben 5mila decreti di indennizzo per una irragionevole durata dei processi». Per ciascuno anno di ritardo vanno corrisposti 400 euro. Non manca, inoltre, il rituale sos sui rifiuti. «Con i carabinieri del Noe e con la Guardia di Finanza – dice il capo della procura – stiamo indagando per cercare di capire perché su undici impianti compostaggio che dovremmo avere a disposizione, in realtà nella nostra regione ce ne sono solo due. Questa situazione si ripercuote sui cittadini in quanto trasferire i rifiuti altrove, all’esterno della Campania, costa». Dal procuratore, però, filtrano spiragli di luce. «Nel 2018, in Campania – afferma -c’è una inversione di tendenza rispetto ai decenni passati: un recupero della cultura della legalità finanziaria attraverso la presenza di nuove leve di amministratori, funzionari e dirigenti pubblici. Il ricambio generazionale favorisce una nuova cultura dell’efficienza». La strada, però, è ancora lunga. «Va rafforzato l’organico della Procura della Corte dei Conti.-aggiunge-In Campania abbiamo un magistrato ogni milione di abitanti. Il nostro lavoro è frutto di soli sei magistrati e di una trentina di unità di personale amministrativo, una struttura assolutamente sottodimensionata per rispondere sollecitamente alla domanda di giustizia».

I numeri della Corte dei conti. L’anno scorso, la procura regionale ha emesso 119 inviti a dedurre (circa 400 destinatari) e 108 citazioni (con richieste di condanna per un ammontare complessivo di circa 70 milioni di euro). Aperte 1183 istruttorie ed emessi 2280 provvedimenti di archiviazione immediata, mentre le richieste istruttorie sono 1740 e 5 le domande di sequestro conservativo. La Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Campania, invece, ha emesso condanne per 17,7 milioni di euro. Secondo i dati comunicati dal presidente Salvatore Nicolella, erano giacenti 232 giudizi di responsabilità al 31 dicembre 2017. Nel 2018 ne sono stati introitati 137, per un totale di 369 giudizi. Le sentenze pronunciate sono 129 e i giudizi definiti 136. Le assoluzioni sono 33, il 25,5% delle pronunce; le condanne 54, pari al 42%. Le sentenze miste – recanti assoluzioni e condanne – sono 11, l’8,5%. L’importo delle condanne è di 17.706.757 euro.