Eran diciotto, erano giovani e forti e…

Mentre si attende di sapere se il Senato concederà l'autorizzazione a procedere per Salvini, occorre convincersi che l'immigrazione è un falso problema. La tragedia è economica. E pensare che l'Italia, a fine anni '80, aveva un PIL addirittura superiore a quello del Regno Unito.

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Sarà data dal Senato l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini per il caso Diciotti? Diciotti è la nave su cui sono stati sequestrati, secondo la magistratura, 190 migranti nell’agosto 2018. Diciotti richiama, per assonanza, il numero diciotto.
Diciotto è il numero dei ministri (più il Presidente) dell’attuale governo.
Diciotto nella Smorfia è il simbolo del sangue, del sacrificio. “Eran diciotto, eran giovani e forti e sono morti”. Ma no, tranquilli: non ci sarà nessun agnello sacrificale. I Cinque Stelle non daranno il ministro della forza e dell’ordine in pasto ai magistrati. Anche a costo di venire meno ai sacri dichiarati valori. Hanno già deciso: tra salvare il Governo o salvare l’anima, non può esservi dubbio. C’è troppa sproporzione tra le due cose: meglio senz’altro perdere l’anima, piuttosto che perdere il Governo.

Il capo della Lega e vicepremier Matteo Salvini

Le ripicche sulla TAV sono solo il tentativo penoso di mostrarsi ancora fedeli a qualche loro residuo astruso principio. Eppure dovrebbero essere contenti dei risultati ottenuti: la decrescita felice finalmente c’è. L’Italia è in allegra recessione, obiettivo dichiarato e raggiunto. Calano gli investimenti e ulteriormente precarizzato è il lavoro, mentre la Corte dei Conti dichiara di vigilare sul reddito di cittadinanza e sul conseguente incremento del lavoro nero.
Ed è proprio l’economia il vero problema del nostro Paese, non certo l’immigrazione. Secondo i rilievi statistici, infatti, l’Italia per la presenza di migranti è molto al di sotto di Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e atri Paesi dell’Europa. Certo manca una politica europea di filtro, accoglienza e distribuzione, ma per realizzarla ci vogliono statisti che sappiano dialogare e mediare, non politici che gridano e offendono per poi togliersi lo scolapasta dalla testa e piegarsi in ginocchio, come nel caso della manovra economica, ai voleri di Bruxelles.
Ottobre 2018, alla vigilia della manovra economica, Draghi mette in guardia l’Italia da possibili flessioni dell’economia; Di Maio: “Draghi è un anti-italiano”. Gennaio 2019, il Fondo Monetario Internazionale taglia le stime di crescita; Salvini: “Questi professoroni non ci azzeccano mai”. Febbraio 2019, l’ISTAT annuncia ufficialmente che siamo in recessione; il premier Conte: “Sarà un meraviglioso 2019”. Uomini coraggiosi da ammirare: nessuno di essi teme il ridicolo.
Alziamo, dunque, lo sguardo dal falso problema dell’immigrazione, gonfiato ad arte dalla Lega, e imbalsamato da opposte ideologie. L’economista inglese Roger Bootle su Telegraph ha anticipato scenari da incubo per l’economia italiana, un Paese, egli ci ricorda, che a fine anni ’80 (Prima Repubblica) aveva un PIL addirittura superiore a quello del Regno Unito.
Draghi ha recentemente di nuovo messo in guardia il governo: “Un Paese con troppo debito indebolisce la sua sovranità”. I nostri sovranisti fingono di non capire. Così come fingono di litigare, spartendosi tutti gli incarichi di sottogoverno. E, tra l’altro, temo seriamente e con dolore che, tra le varie spartizioni, i Cinque Stelle si siano infiltrati anche nell’Accademia della Crusca. Ne è segno evidente lo sdoganamento di frasi come: “Scendi il cane” oppure “Siedi il pupo”. Consoliamoci: ci aspetta “un meraviglioso 2019”.