Le montagne della Valle dell’Irno e dei Picentini bruciano da cinque giorni. Fumo intenso, cenere e mezzi per lo spegnimento sono in azione continua. La puzza di fumo è arrivata anche all’interno delle case, insieme alle esalazioni. È come vivere un assedio. Con i mezzi aerei in azione continua. Con il loro rumore, il loro ronzio. E fumo e puzza che si diffondono. Senza pausa. Incessanti.
Nel frattempo si sono intensificati i punti di innesto e si è, così, ampliata la superficie interessata dall’attacco criminale. È di questo che si tratta. Criminali in azione per la devastazione al fine di ottenere profitti. Criminale è chi appicca i fuochi. Criminale è chi consente di alimentare l’economia del fuoco. Ed è proprio questa economia ciò che si deve fermare: il circuito di denaro pubblico che va ai privati a causa degli incendi, in particolare per le operazioni di spegnimento ma anche per il rimboschimento.
Siamo di fronte ad un’economia criminale, fondata sulla devastazione, e vigliacca, che lascia le popolazioni inermi a subire nella difficoltà di riconoscere i volti e i nomi di chi organizza questo attacco. È anche di questo, infatti, che bisogna parlare: dell’organizzazione che questo tipo di azione richiede. Si tratta di un’economia criminale che richiede non solo soldi pubblici su cui speculare ma anche coordinamento e capacità tecniche di azione.
I territori non possono subire in silenzio, però. Se le istituzioni non mostrano una ferma volontà politica di mettere fine all’economia del fuoco, dovranno essere cittadine e cittadini ad imporlo. La difesa dei beni comuni richiede protagonismo sociale e politico. Nessuna delega ci può salvare dalla devastazione, dato che questa è parte dell’organizzazione economico-ecologica in cui viviamo. Distruggere serve alla macchina del denaro per funzionare. Ma questa distruzione avvelena le nostre vite, riduce l’ossigeno disponibile, fa diminuire la biodiversità, infetta il modo in cui viviamo le relazioni con il resto degli esseri viventi.
Per questo è necessaria la mobilitazione. Non subire. Chiedere che gli incendi siano spenti e non si ripetano più, azzerando le fonti che sostengono l’economia del fuoco. È questo il modo per bloccare questa economia criminale e vigliacca.