Questa mattina, alle 10,15, è stato firmato l’atto aggiuntivo tra Enac, ente che ha curato l’intera e complessa istruttoria, e la società aeroportuale, adempimento conclusivo della controversa pratica ormai ferma, da più di un anno, sul tavolo dei ministri dell’Economia e dei Trasporti, che negano la loro firma in calce al decreto interministeriale necessario per rendere operativo il progetto già approvato e riapprovato negli anni da Enac.
Il ritardo con cui è stato firmato ieri mattina l’atto propedeutico alla firma dei due ministri è a dir poco inquietante. L’ultima richiesta del governo alla società aeroportuale, circa tre settimane fa, aveva riguardato una serie di documenti integrativi dell’istanza originaria, “necessari” per verificare la compatibilità degli imminenti finanziamenti europei con riferimento ai mercati interni. Gli uffici del “Salerno-Costa d’Amalfi” avevano inviato a Roma una copiosa documentazione. Dopodiché, sull’incartamento e sugli atti integrativi, c’era stato l’ok da parte del Mef, il ministero guidato da Tria. Sull’istruttoria, redatta dall’Enac, aveva tra l’altro già espresso un primo parere positivo il Mit, di cui è a capo il ministro Toninelli, ma invano si è atteso il suo placet definitivo.
Con l’approvazione definitiva di oggi, il decreto potrà pertanto essere emesso senza altri tentennamenti, ma in pochi nutrono fiducia che ciò accada, perché ormai dal giorno dell’insediamento dell’attuale governo salta sempre fuori qualche altro adempimento burocratico da perfezionare. La storia ha dell’assurdo.
È evidente che dopo l’approvazione di Tria, una ventina di giorni fa, l’Enac e il ministro Toninelli avrebbero potuto già convocare la società per l’adempimento formalizzato ieri con avvilente ritardo. Ora però non sarà facile inventare altri pretesti per ritardare il decreto. «Se ciò dovesse accadere noi operatori ci presenteremo a Roma, insieme con i sindacati e le forze politiche, per manifestare contro questo comportamento – assicura Angelo Coda, presidente degli albergatori del Cilento –. Segnaleremo all’opinione pubblica nazionale questo disastro di cui il governo si sta rendendo responsabile».