Follia Salvini: presto 3000 immigrati dai centri alla strada

0
662

Il Decreto che porta il nome del ministro dell’Interno Matteo Salvini comincia a produrre i suoi primi effetti. E tutti sono preoccupanti. Il Decreto, divenuto legge in via definitiva il 28 novembre scorso, sta dando seguito alle relative circolari attuative, che immediatamente si sono orientate verso il sistema di accoglienza delle persone richiedenti asilo e rifugiate.
Cosa prevede il Decreto in materia? Nello specifico, esso elimina la forma di protezione chiamata umanitaria e limita l’accesso ai centri di accoglienza comunali, chiamati fino ad oggi sprar (per richiedenti asilo e rifugiati), solo alle persone con protezione sussidiaria e internazionale oltre che ai minori stranieri non accompagnati. Nella fase transitoria le persone negli sprar possono completare il loro percorso in maniera indipendente dal tipo di protezione di cui sono titolari, mentre per chi vive nei centri di accoglienza straordinaria (i Cas, di competenza prefettizia) la protezione umanitaria risulta insufficiente e, così, si va verso le loro dimissioni.
In questo senso, una circolare della Prefettura di Potenza del 18 novembre scorso, con oggetto “ospiti dei Cas con permesso di soggiorno per protezione umanitaria”, rende chiara la situazione che si sta creando. La Prefettura di Potenza invita gli enti gestori ad informare le persone con protezione umanitaria dell’impossibilità di trasferimento negli Sprar. Soprattutto, questa circolare comunica che “cesseranno i servizi di accoglienza nei confronti di titolari di protezione umanitaria che dovranno pertanto essere invitati a lasciare” i Cas, ricordando che la Prefettura non pagherà più dal 1° dicembre per gli stranieri che dovessero rimanere nelle strutture. Dunque, la Prefettura di Potenza ha invitato esplicitamente i gestori dei Cas a mandare via le persone ospiti. E tutto ciò in assenza di qualunque alternativa e di qualunque considerazione sullo stato fisico e sociale delle persone interessate.
Ecco quanto sta accadendo. Qual è il rischio concreto? Quello di far ritrovare per strada, da un giorno all’altro, migliaia di persone, a cui altre migliaia si aggiungeranno nei prossimi due anni mano a mano che il nuovo sistema andrà a regime, in assenza di qualunque misura alternativa.
E nella provincia di Salerno cosa accadrà? Cosa succederà alle circa 3 mila persone presenti nel sistema di accoglienza? Se la situazione non cambia, una parte di esse si ritroverà per strada, mandate via dai centri di accoglienza straordinaria, al pari di tutto il territorio nazionale. Queste persone si ritroveranno a seguire quanto in realtà già accade a chi in passato è uscito dall’accoglienza, affidandosi alle proprie risorse sociali e relazionali, dunque ad amici ed amiche che le aiuteranno a trovare una casa o una stanza in cui vivere o a caporali e intrallazzatori nei casi di persone con reti sociali più deboli. Tuttavia, per effetto del Decreto Salvini, questo accadrà più velocemente che in passato e dopo avere vissuto solo nei Cas, il lato più oscuro e problematico del sistema di accoglienza in Italia, e, quindi, colpendo persone con minori possibilità di avere costruito reti di amicizia e solidarietà e minore conoscenza del territorio.
Ovviamente, tutto questo epilogo produrrà più insicurezza per le persone coinvolte e, quindi, per l’intera popolazione e non avrà effetti sulla riduzione del business dell’accoglienza. Anzi, gli sprar verranno ridimensionati e si andrà verso strutture di accoglienza con numeri ancora più grandi, rafforzando, quindi, alcune delle condizioni che hanno permesso che l’accoglienza fosse un business di pochi e non una politica sociale a vantaggio di tutti.

Ashik vive da sette anni a Salerno: «Vi spiego perché Salvini sbaglia»