L’esperienza vissuta a bordo di una delle navi che incrociano nel Mediterraneo per soccorrere i migranti è stata al centro di un incontro svoltosi presso la casa saveriana di Salerno, in collaborazione con l’associazione Culturale Trumoon. Il giornalista e scrittore Marco Rizzo ha raccontato i diciassette giorni vissuti a bordo di “Aquarius”, nave di soccorso migranti di “SOS Mediterranée”. Sulla nave assieme al fumettista Lelio Bonaccorso ha incontrato chi fugge e dalle loro testimonianze è nata un’opera di graphic journalism dal titolo “Salvezza”.  Rizzo è stato impegnato successivamente in circa settanta incontri in giro per l’Italia e nelle nostre scuole. Ricorda di aver riscontrato molta diffidenza e cita le parole di Liliana Segre, reduce della Shoa e senatrice a vita italiana che ha paragonato l’indifferenza verso le morti dei migranti a quella dell’Olocausto. Marco Rizzo ha ricordato lo stupore e la delusione provati dinanzi ad un’adolescente dai tratti angelici che candidamente commentò: ”Perché dobbiamo salvarli se possono diventare qui dei delinquenti?”. In risposta alla domanda su quale sia stato l’insegnamento più importante ricevuto durante questa esperienza, il giornalista ha risposto: “L’incredibile capacità di queste persone di sorridere e scherzare dopo essere sopravvissute alla tragedia”.

All’incontro ha preso parte anche il deputato Erasmo Palazzotto, co-fondatore di Mediterranea, nave italiana, nata per monitorare e denunciare le vicende dei migranti nel Mediterraneo. Nel suo intervento Palazzotto ha posto l’attenzione sul fatto che i cambiamenti climatici vengano oggi associati al fenomeno della desertificazione e fuga di popoli in massa ed ha sottolineato la necessità che uomini e politici si assumano le proprie responsabilità per aver contribuito a creare il “debito ecologico” di cui parla Papa Francesco nell’ enciclica “Laudado si’”. Il parlamentare ha spiegato che è questo il contesto in cui si inserisce, dunque, il “migrante economico”, e che la condizione di quest’ultimo è uguale a quella chi scappa dalla guerra, in quanto l’estrema povertà rappresenta un impedimento alla vita, tanto quanto una bomba. A chi oggi sostiene che sia meglio aiutare gli africani nei loro paesi ha risposto: “Ciò di cui ha veramente bisogno l’Africa è di essere liberata”.

Degna di nota è stata, inoltre, la considerazione circa i cambiamenti avvenuti relativamente alle finalità degli interventi governativi nel mar Mediterraneo. Nel corso degli anni si è passati dall’operazione “Mare Nostrum” che è stata una missione di soccorso a “Triton” di Frontex, operazione messa in atto con fini di soccorso ma principalmente a protezione delle frontiere, fino ad arrivare a “Mare Sicuro”, missione di sorveglianza e sicurezza marittima. Il focus si è spostato, dunque, dal soccorso in mare alla difesa dei confini marittimi, dall’apertura alla chiusura.

Palazzotto, infine, ha sottolineato come “Mediterranea” sia una nave e un progetto, una piattaforma di realtà della società civile ed ha affermato: “Non è una ONG ma un’azione non governativa a sostegno delle ONG ed un ponte tra mare e terra”. Alla domanda sul perché in mare dovrebbe intervenire una ONG al posto degli organismi competenti in materia di sicurezza ed obbligo di soccorso in mare Palazzotto ha risposto: “I migranti non vengono soccorsi e i governi non rispettano il diritto”. Quali sono dunque i governi che operano contra legem? “Italia e Malta” la risposta senza esitazioni.

di Francesca Irpino