Fusandola deviato, Cantisani imputata

La compagna di De Luca rischia il processo con l’accusa di falso. Per lei e altri c’è la richiesta di rinvio a giudizio nel filone stralcio. Chiesta riunione di due procedimenti: risposta il 2 dicembre

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Deviazione del torrente Fusandola, colpo di scena in tribunale. Rispunta un filone d’inchiesta, per cui pendono le richieste di rinvio a giudizio: tra gli imputati anche Marilena Cantisani, dirigente comunale, e compagna del governatore De Luca. La procura di Salerno le contesta un’ipotesi di falso in atto pubblico, nell’ambito dell’iter amministrativo per piazza della Libertà. La vicenda emerge nell’aula del gup Giovanna Pacifico, durante l’udienza preliminare del procedimento principale. Cantisani è coinvolta nell’indagine stralcio, nella quale si ipotizzano violazioni alle norme paesaggistiche e ambientali. Nell’ambito del secondo filone, gli inquirenti avevano chiesto l’archiviazione per alcuni reati. La richiesta, però, era stata rigettata dal gip. Il giudice, inoltre, aveva chiesto nuove indagini alla Procura. E all’esito delle ulteriori attività, il pm Carlo Rinaldi non ha più chiesto l’archiviazione, bensì il rinvio a giudizio degli imputati. Ora sono due i procedimenti pendenti, sul caso Fusandola: uno presso il gip Pacifico, l’altro in carico al gip Marilena Albarano. La circostanza ha indotto i difensori degli accusati – in gran parte gli stessi per i due fascicoli – a chiedere di riunirli.Un’istanza dettata dall’identica matrice, ritenendo vi sia una connessione soggettiva probatoria. Sul punto, il gup Pacifico ha fissato una data. Lo snodo, per le due inchieste gemelle, potrebbe giungere il 2 dicembre. In mattinata, è prevista udienza dal gip Albarano, la quale valuterà se disporre la riunione dei fascicoli.
In caso affermativo, toccherà alla collega Pacifico riunire i procedimenti, e celebrare un’unica udienza preliminare. L’appuntamento in aula è per le 12.30, in attesa della prima pronuncia. A giudicare su entrambi sarebbe il giudice Pacifico, in virtù del criterio cronologico: a lei è assegnato il fascicolo dal numero d’iscrizione più vecchio. Ossia, quello dove non c’è Cantisani, dirigente del Servizio Trasformazioni Edilizie del comune di Salerno. Nel procedimento madre, le parti civili – Italia Nostra (avvocato Giuseppe Della Monica) e Comitato No Crescent (avvocato Oreste Agosto ) – chiedono il sequestro di piazza Libertà, e un’integrazione dei capi di imputazione. Contestati, a vario titolo, disastro colposo, pericolo di inondazione, deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi, falso ideologico. A rischiare il processo sono Paolo Baia, componente della commissione validatrice del progetto e direttore dei lavori (difeso dall’avvocato Marcello Marasco), Luca Caselli, Rup dell’intervento di riqualificazione di Santa Teresa (difensore Marco Salerno), Lorenzo Criscuolo, ex funzionario e direttore del settore opere pubbliche del Comune di Salerno (avvocato Paolo Carbone), Antonio Ragusa, Rup dal 2010 al 2013 (avvocato Arnaldo Franco), i componenti della commissione validatrice Marta Santoro (avvocato Cesare Gai), Ciro Di Lascio (avvocato Stefano Orilia), Benedetto Troisi (avvocato Guglielmo Scarlato), Massimo Natale (Marco Salerno), Luigi Pinto (avvocato Agostino Allegro); Vania Marasco, direttore dei lavori (avvocati Cesare Gai e Massimo Lotti), Antonio Ilario, legale rappresentante della Esa Costruzioni (avvocato Michele Alfano), Salvatore De Vita, amministratore unico del consorzio Tekton (avvocato Antonio Bifolco). Le indagini sono partite per i reiterati esposti di Italia Nostra e del Comitato No Crescent. Il pm Rinaldi reputa violata la normativa di riferimento. In particolare la autorizzazione idraulica prevista da un regio decreto del 1904.
Processo di appello Crescent. Intanto, ieri si è tenuta un’altra udienza del processo d’appello sul Crescent.
La pubblica accusa – rappresentata dal procuratore aggiunto Rocco Alfano e del pm Rocco Valenti – ha chiesto la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale. Tra le richieste, c’è l’escussione di Paolo Maranca, dirigente dell’Agenzia del demanio. All’istanza si associano le parti civili Italia Nostra e Comitato No Crescent, sostenendo l’esistenza di nuove prove. Tra esse la relazione tecnica di Vincenzo Rago, consulente della procura, sul pericolo di esondazione. Una perizia successiva alla sentenza di primo grado, con la quale il tribunale assolveva i 22 imputati, tra i quali Vincenzo De Luca. In aggiunta, la richiesta di sentire il consulente di parte civile Vincenzo Strianese. La prossima udienza è in calendario il 25 novembre.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)