“Gamberetti spiaggiati: è il mare con le sue leggi”

Intervista a Mariano Calise, "Mariolino", uno dei più noti pescatori di Ischia, spiega il fenomeno che da qualche giorno desta interesse (e qualche preoccupazione) sull'isola

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Mariano Calise, detto Mariolino, foriano di nascita, di professione fa il pescatore nell’isola d’Ischia. La sua è una famiglia di pescatori da quattro generazioni e nella sua pescheria, adesso di suo figlio Antonio, non solo si trova il pescato fresco ma si possono ascoltare anche le storie sul mare, e tutte le spiegazioni di cui si ha bisogno per comprenderlo. Questo fa sì che la pescheria di Mariolino  sia un punto d’incontro e di aggregazione. Mariolino tiene banco tutto il giorno con i suoi racconti, e la sua capacità di comprendere gli uomini e la sua isola, Ischia, mentre continua a vendere il pesce, pesce che è possibile acquistare durante tutto l’arco della giornata. Sette giorni su sette.
Qualche giorno fa, nella Baia di San Montano, sulla riva, sono stati trovati un gran numero di gamberetti,  appartenenti alla specie “Meganyctiphane norvegica”, meglio conosciuta come il “Krill Mediterraneo”, fonte di nutrimento  privilegiato non solo delle balene ma pure dei pesci di tutte le dimensioni, e subito è scattata la “psicosi gamberetti”, anche a causa degli avvenimenti della scorsa settimana di Napoli, dove a Mergellina, l’acqua si è  colorata di bianco. Immediatamente si è pensato che la causa dello spiaggiamento dei gamberetti fosse da ricercare nell’inquinamento, o nell’avvelenamento, improvvido, da parte dell’uomo. Siamo talmente ossessionati dal bisogno di ricercare il male in qualsivoglia situazione da perdere di vista la realtà, e così ci contagiamo, amplificando notizie che intercettano la nostra curiosità, terrorizzandoci, per poi farci rassicurare. Come scrive Georges Simenon: “Le famiglie vogliono un responsabile. Il destino degli altri esorcizza il proprio”, anche se si tratta di gamberetti
Mariolino, spiegaci: cosa è successo ai gamberetti?
“I gamberetti si muovono in grossi banchi, banchi di cui i pesci tutti si nutrono, compattandoli, in acqua, e trasformandoli in una grossa nuvola rosa, nuvola nella quale pescano per mangiare. La nuvola, a mano a mano, si svuota, pur continuando ad avanzare e molto spesso, vuoi per le correnti, vuoi per gli stessi banchi di pesci che la spingono, si spiaggia”.
I gamberetti spiaggiati sono tossici o commestibili?
“I gamberetti spiaggiati non sono tossici ma poiché sono piccoli non è possibile eliminare il carapace, anche se nel caso dei gamberetti  spiaggiati a San Montano le dimensioni sono differenti. Il carapace è la parte indigesta del gambero, quella che causa problemi alla pancia negli uomini, e quindi non deve essere consumato per questa ragione, non perché sia tossico”.
Dal risalto dato alla notizia sembra un evento raro
“Non lo è. Circa dieci anni fa, a Citara, si spiaggiarono tonnellate di gamberetti, gamberetti che furono presi d’assalto dagli isolani, che poi stettero male per colpa del carapace. L’abitudine di mangiare i gamberi interi senza eliminare il carapace provoca di questi problemi, poi se i gamberi sono piccoli diventa impossibile farlo. Questi spiaggiamenti sono naturali, piuttosto la quantità di gamberetti spiaggiata tende a diminuire. In passato, non solo i gamberetti si spiaggiavano ma anche i totani, in quantità impressionanti”.
Perché  non accade più?
“I totani vivono in profondità e nel loro caso la mancanza di spiaggiamento segue regole differenti, resta il fatto che questi sono fenomeni assolutamente naturali, sempre sono avvenuti. È solo il mare con le sue leggi e le sue regole”.