Gara per mascherine, caffetteria di Cava vincitrice

Una variazione societaria proprio nei giorni dell’affidamento

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Dai pannelli fotovoltaici alla mascherine Ffp2, passando per gelati e caffè. Nel mondo capovolto dell’emergenza, ci si reinventa a velocità turbinosa, come una pala eolica. E nell’appalto della Regione spunta la storia della Arva Tecno Group srl, tra i sei vincitori di una gara per la fornitura dei Dpi. Importo complessivo 7 milioni di euro, prezzo di 3,50 euro al pezzo. Una piccola impresa con sede a Napoli est, ma interessi anche a Cava dei Tirreni: gestisce la caffetteria-gelateria Puro, con vista sul corso Umberto. Arva Tecno Group si è aggiudicata l’appalto, bandito dalla Soresa, per 40.000 mascherine Ffp2. La società è nata nel 2013, ha sei dipendenti, cinque dei quali risultano impiegati nella caffetteria. L’amministratore unico è una 45enne di Torre del Greco, titolare di cariche in quattro imprese. Capitale deliberato, sottoscritto e versato: 10.000 euro, come emerge da una visura. Nel 2018 ha contato ricavi per poco meno di 300.000 euro. L’azienda dal 2015 si occupa di energie rinnovabili, provvedendo all’installazione di pannelli fotovoltaici. Dal 2017 la scelta di puntare anche sulla ristorazione. Ma il salto potrebbe essere il tuffo nel business mascherine, settore in pieno decollo. Dalle carte emerge una variazione dell’oggetto sociale del 10 aprile scorso: sbuca fuori l’attività di import, export e commercio all’ingrosso e al dettaglio, anche tramite internet, di articoli medicali e ortopedici. Il 17 aprile la richiesta al Suap per variare l’attività. Folgorati sulla via della sanità, in pratica. Un balzo su cui molte aziende, oggi, cominciano a fantasticare. Il core business, però, resta il fotovoltaico. «Arva Tecno Group, è un’azienda che – si legge nella pagina Facebook – opera nel settore delle energie rinnovabili (Green Economy). Opera principalmente allo sviluppo e gestione delle attività di generazione di energia da fonti rinnovabili, impianti fotovoltaici o solare termici. Opera principalmente sul mercato del fotovoltaico e dell’efficienza energetica, si rivolge sia alle imprese che al residenziale; segue il cliente della definizione della pratica, lo consiglia nell’individuare l’impianto migliore e lo solleva da ogni impegno burocratico. Supporta il cliente affinché il cliente stesso rientri negli incentivi e non debba sostenere alcuna anticipazione finanziaria ma risparmi subito sull’energia elettrica». L’offerta al mercato, quindi, sembra quella di servizi integrati. Una proposta commerciale sostenuta «da incentivazione statale sottoforma di detrazione fiscale», col nobile fine di diffondere le energie rinnovabili. La gara per le mascherine vale 85 milioni di euro, ed è divisa in 22 lotti. Tre di questi riguardano la fornitura dei modelli Ffp2 e Ffp3, per proteggere medici, farmacisti, operatori sanitari e lavoratori più esposti a rischio. Secondo l’agenzia Dire, ad aggiudicarsi i primi lotti Soresa sono state aziende campane, con una costante: sono società piccole, con un basso fatturato, pochi dipendenti. E spesso non vantano un know how nella produzione o vendita di dispositivi medici. Il regime d’urgenza, si sa, può stravolgere canoni consolidati. Tra i requisiti non solo il minor prezzo, ma anche la quantità più elevata di prodotti, da fornire i tempi ultra rapidi. La società Italortopedia, sede a Frattamaggiore, si è presa due lotti del bando. Uno per la fornitura di 3 milioni di mascherine chirurgiche (importo di 1,7 milioni, poco più di 50 centesimi al pezzo), l’altro da 1,2 milioni di Ffp3 (prezzo di 6 milioni e mezzo di euro, circa cinque a mascherina). L’azienda si occupa di commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)